LONDRA – La Cina si compra i pub inglesi. Victor Li, l’uomo più ricco di Hong Kong, ha annunciato l’acquisto di Greene King, la catena di pub più grande del Regno Unito, proprietaria di 3200 pub da un capo all’altro del paese, per 4 miliardi e 600 milioni di sterline. Il calo della sterlina provocato dalla Brexit e la crisi del settore, con il numero dei pub in declino da anni, hanno contribuito a rendere possibile l’investimento.
 
L’operazione giunge in un momento delicatissimo nei rapporti tra Pechino e Londra a causa delle manifestazioni di protesta a Hong Kong, l’ex-colonia britannica restituita alla Cina vent’anni or sono, ora a rischio di una brutale repressione militare che minaccia le sue libertà civili e la sua autonomia. Ma è stata salutata con entusiasmo dai mercati finanziari: le azioni della Greene King sono aumentate di colpo del 50 per cento alla London Stock Exchange e sono cresciute anche quelle delle società rivali.
 
Fondata nel 1799, la Greene King opera varie distillerie di birra ed è un brand molto conosciuto in Gran Bretagna. Ciononostante subiva da anni un calo provocato da nuovi gusti dei consumatori, che non bevono più solo birra. Il pub tradizionale non funziona come un tempo. E la debolezza dell’economia non ha certo aiutato a ravvivarlo: molti giovani preferiscono comprare alcolici a basso prezzo nei supermercati e bere a casa, piuttosto che trascorrere la serata in un locale pubblico.
 
Ma Ck Asset Holding, la società di Hong Kong creata da Li Ka-Shing, il miliardario oggi 91enne, padre di Victor che guida l’azienda, ha guardato ai vantaggi a lungo termine dell’acquisizione: la Greene King ha anche vaste proprietà immobiliari, spesso i pub che chiudono vengono trasformati in case o uffici. Inoltre la sterlina è ai livelli più bassi degli ultimi tre anni e anche questo fattore ha inciso nella decisione di comprare.
 
L’acquisto segnala che la Brexit, abbassando i prezzi, continua ad attirare investitori nel Regno Unito, a dispetto delle previsioni di una imminente recessione e del caos che potrebbe risultare dall’uscita dall’Unione Europea il 31 ottobre prossimo. È anche il segnale che, per sopravvivere, i pub inglesi mirano a consolidarsi in conglomerati sempre più grandi. In luglio Stonegate, che opera la catena di pub Slug & Lettuce, ha acquisito la rivale El Group per 3 miliardi di sterline. E nel 2017 la olandese Heineken ha completato il take-over dell’inglese Punch Taverns per 400 milioni di sterline. La Greene King sembrava destinata alla stessa sorte: negli ultimi quattro anni ha perso un terzo del suo valore. Ora forse può recuperare terreno con l’aiuto della Cina. Qualcuno oggi a Londra e Hong Kong brinderà. Con una pinta di birra.
 
 
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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