MILANO – Ore 8.40.Le Borse europee tentano il rimbalzo provando ad archiviare in positivo una settimana molto turbolenta per i mercati. Da una parte i segnali di rallentamento in Europa, con la crescita tedesca tornata sottozero nel secondo trimestre, dall’altra l’inversione della cruva dei rendimenti dei bond Usa, con i titoli decennali che oggi rendono meno di quelli con scadenza più breve, segnale che tradizionalmente anticipa l’arrivo di una recessione.  Milano sale dello 0,31%. Parigi avanza dello 0,28% e Francoforte dello 0,3%. A dare fiducia ai listini europei anche le parole del governatore della banca di Finlandia e membro del board Bce Olli Rehn , che in un colloquio con il Wall Street Journal ha detto che la Banca centrale europea a settembre si prepara a usare nuovamente il bazooka, lanciando un piano di stimoli che dovrebbe superare le aspettative degli investitori. Rehn ha affermato che il rallentamento dell’economia globale costringerà la Bce a lanciare nuove misure che dovrebbero includere acquisti di obbligazioni “sostanziali e sufficienti” e tagli al tasso di interesse chiave della banca. “È importante presentare un pacchetto politico significativo e di grande impatto a settembre”, ha dichiarato Rehn.

Positive le Borse asiatiche, ancora preoccupate dalla minacce di ritorsioni annunciate ieri dalla Cina nel caso Washington decida di aumentare i dazi contro Pechino, con Hong Kong che guadagna oltre un punto percentuale e Tokyo che termina in rialzo frazionale (+0,06%).

Stabilòe lo spread: in mattinata il differenziale si poziona a 204 punti base con il rendimento del titolo decennale all’1,33%. Tra le valute l’euro apre in calo a 1,1102 dollari e e arretra a 117,40 yen e il dollaro/yen sale a 106,15.

Quotazioni del petrolio in rialzo, dopo il positivo dato macro di ieri proveniente dagli Usa sulle vendite al dettaglio. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano di 75 cent a 5522 dollari e quelli sul Brent crescono di 70 cent a 58,93 dollari al barile. Il prezzo dell’oro è in calo, con il lingotto che arretra dello 0,1% a 1.521 l’oncia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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