Non è facile raccogliere l’eredità ventennale di un capo come Giuseppe Guzzetti. Per farlo al meglio Fondazione Cariplo riapre l’agenda strategica, con una giornata di studio sui grandi temi che svolgerà nel budget 2020 e nel mandato del nuovo presidente Giovanni Fosti. Trascorsa l’estate, iniziata con il ricambio degli organi sociali interni e chiusa con l’uscita della Lega dal governo – con effetti da soppesare per l’ente milanese, che da anni ha nella Lega un’ingombrante vicina di casa – riparte insomma la programmazione, con un ripensamento aggiornato sul ruolo di Cariplo nel sistema. I grandi trend al 2035, come li ha descritti l’ospite Guntram Wolff che dirige il pensatoio Bruegel, sono quelli su cui la Fondazione azionista di Intesa Sanpaolo lavora da tempo: cambiamenti climatici, sostenibilità, biodiversità, impatto della tecnologia, coesione sociale, migrazioni, invecchiamento demografico. La curva dei bisogni, crescenti a fronte di risorse stabili (quando va bene), rende impellente ampliare la collaborazione tra attori di ogni tipo, purché efficaci e munifici: “Per incidere sui problemi occorre lavorare sempre di più insieme, collaborando con istituzioni, fondazioni, non profit e realtà profit, in Italia e all’estero”, ha detto tra le nuove parole d’ordine Fosti. Che per confrontarsi e “guardare altrove” ha invitato i vertici di Calouste Gulbenkian e King Baudoin, big della filantropia in Portogallo e in Belgio con cui sono già avviate collaborazioni. “Abbiamo impostato la nostra azione consapevoli che il primo passo debba essere la ricerca di una lettura approfondita e condivisa verso un contributo concreto ad accorciare le distanze che si stanno dilatando tra le persone, i luoghi e le organizzazioni”, aggiunge il presidente.
L’impressione, a prima vista, è che i temi e i servizi su cui Cariplo è specializzata da anni restino attuali e intatti; anche perché Giuseppe Guzzetti, che segue e consiglia con attenzioni quotidiane gli epigoni, ha fatto un passo indietro ma non ha abbandonato la sua creatura.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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