NEW YORK- Quarantotto anni, quattro figli, laurea a Princeton e scrittrice di romanzi di un discreto successo, MacKenzie Bezos è da ieri tra le donne più ricche del mondo con un patrimonio personale di quasi 36 miliardi di dollari. Con la presentazione dei documenti finanziari alla Sec e la richiesta di divorzio consensuale al tribunale di Seattle, si sono infatti chiuse in maniera amichevole le trattative tra la MacKenzie e il marito Jeff Bezos, fondatore e chief executive di Amazon. Lei si è “accontentata” del 25 per cento del pacchetto di azioni Amazon della coppia e si è detta “felice” di lasciare a lui non solo il rimanente 75 per cento, ma anche il diritto di voto sul totale dei titoli, oltre alla proprietà del quotidiano Washington Post e della società di esplorazioni spaziali Blue Origin.
      
   L’accordo è arrivato dopo appena tre mesi di separazione legata alle avventure extra-coniugali di lui (rimbalzate anche sui tabloid). L’annuncio è stato ieri dalla MacKenzie su Twitter. “Sono lieta di aver concluso il processo di scioglimento del matrimonio con Jeff con il sostegno reciproco”, ha scritto ieri. “Si apre ora una nuova fase del nostro rapporto in cui saremo amici e co-genitori”. Lui ha risposto, sempre su twitter, ringraziandola con parole dolci per la sua gentilezza: a conferma dell’intensità di una relazione cominciata nel 1992 in un hedge fund di New York, consolidatasi con il matrimonio nel 1993 e proseguita parallelamente all’ascesa di Amazon, cui la MacKenzie ha contribuito in modo significativo, specie nei primi anni.

Fu lei a guidare da una costa all’altra degli Stati Uniti l’auto carica di bagagli, mentre il marito, seduto accanto, redigeva il business plan per la prima libreria online americana, il cui modello di ecommerce si estese poi a tutti i comparti merceologici e a quasi tutti i paesi del mondo. Amazon ha oggi 650mila dipendenti e una capitalizzazione di borsa di 893 miliardi di dollari, inferiore solamente – e di poco – a quella di Apple. E sembra inarrestabile: proprio ieri, ad esempio, il gruppo ha ufficializzato il suo Progetto Kuiper per fornire un accesso web ad alta velocità in tutto il mondo attraverso una rete di 3mila satelliti lanciati in una bassa orbita.

Proprio il fatto di aver contribuito assieme al marito al successo di Amazon, permetteva alla MacKenzie – in base alle leggi dello stato di Washington – di rivendicare una equa divisione delle azioni in caso di scioglimento del matrimonio. E a differenza di tante altre coppie di miliardari americani in lotta per anni tra avvocati, periti e tribunali, l’accordo di divorzio dei Bezos è stato rapido. Con le azioni che gli resteranno in mano, Jeff non solo continuerà a essere l’uomo più ricco del mondo, prima ancora di Bill Gates e di Warren Buffet, ma conserverà anche il potere all’interno del gruppo, rimanendone il primo azionista dopo il fondo di investimento Vanguard e dopo la MacKenzie che avrà circa il 4 per cento del capitale.

Questa stabilità è gradita a Wall Street, dove il titolo aveva tentennato dopo l’annuncio del divorzio per i timori che ci potessero essere guerre all’ultimo sangue con ripercussioni al vertice. Altri contraccolpi in Borsa c’erano stati dopo la scoperta che alcune foto “intime” di Jeff Bezos, mandate all’amante e intercettate dal fratello di lei, che le aveva vendute a un tabloid filo-trumpiano, erano servite per un ricatto con finalità politiche.

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