Gli italiani sono i primi consumatori di acqua in bottiglia in Europa ma non sempre hanno chiara la differenza tra un prodotto e l’altro. I prezzi al litro possono variare molto: da 11 centesimi a un euro. E a volte questa differenza non è giustificata da fatti.

Qualescegliere.it, il sito italiano che recensisce prodotti e servizi, ha condotto una nuova indagine proprio sull’acqua minerale analizzando i 13 marchi più noti:  Evian, Fiuggi, Sangemini, Lauretana, Panna, Levissima, Rocchetta, Uliveto, Sant’Anna, Vitasnella, San Benedetto, Sorgesana e Selex. Il prezzo medio è di 60 centesimi al litro, ma prendendo in considerazione tutti i prodotti sul mercato sarebbe più basso: le acque utilizzate per il confronto costano infatti un po’ di più, proprio in virtù della loro notorietà.

Ma quali parametri dobbiamo considerare per valutare un’acqua? La risposta è: dipende dalle proprie esigenze e dal tipo di dieta che si vuol fare. La quantità di sali minerali è un buon indicatore. Il residuo fisso – cioè la quantità di sali disciolti dopo aver fatto evaporare l’acqua a 180 gradi, sempre indicata in etichetta – varia tra meno di 50 milligrammi per litro (l’acqua minimamente mineralizzata) a oltre 1500 (ricca di sali minerali); in mezzo ci sono le oligominerali (le più diffuse con un residuo fisso tra 50 e 500 mg/l) e le mediominerali (tra 500 e 1000 mg/l). I due estremi sono la Lauretana (14 mg/l) e la Sangemini (987 mg/l).

Le acque si dividono anche tra dolci e dure a seconda della quantità di calcio e magnesio (quest’ultimo ha effetti potenzialmente lassativi). L’acqua più ricca di calcio è ancora la Sangemini, mentre quella con più magnesio è la Vitasnella. Un’altra informazione presente in etichetta è il pH alla sorgente, che consente di capire se è un’acqua è acida (indicata per favorire la digestione) o basica (consigliata a chi ha problemi di acidità di stomaco). Per pH “alto” e “basso” si intendono i valori che si discostano da quello base che è 7. La Uliveto è la più acida con un valore di 5,8 – per questo è un’acqua che aiuta la digestione – mentre la più basica è la Panna con un valore di 8.
Questi e altri parametri sono fondamentali per poter attribuire alle acque le qualità che vengono pubblicizzate e “cavalcate” dal marketing. Qualescegliere.it ha fatto il punto della situazione in un prospetto:

  • Acque adatte alle diete povere di sodio: S. Benedetto (P. del Pollino) – Sorgesana – Sant’Anna – Rocchetta – Levissima – Fiuggi – Vitasnella – Lauretana
  • Indicate per la preparazione di alimenti per neonati: Acqua Panna – S. Benedetto (P. del Pollino) – Sorgesana – Sant’Anna – Lauretana
  • Indicata per l’alimentazione dei neonati: Acqua Panna
  • Può avere effetti diuretici: Selex – Uliveto – Sorgesana – Sant’Anna – Rocchetta – Levissima – Fiuggi – Vitasnella – Lauretana
  • Può avere effetti uricurici (eliminazione dell’acido urico con le urine): Rocchetta – Levissima – Fiuggi – Vitasnella – Lauretana
  • Può favorire la digestione: Uliveto
  • Indicazioni aggiuntive: Sangemini e Uliveto: bicarbonato-calcica; Uliveto: bicarbonato-calcica; Fiuggi: può aumentare l’eliminazione delle scorie metaboliche e del ricambio azotato.

Il paradosso dei limiti massimi. Spesso si dice che l’acqua di rubinetto sia uguale a quella in bottiglia, solo che più economica. Non è del tutto vero: nella sua analisi Qualescegliere.it ricorda come in Italia esistano due leggi separate (una per l’acqua in bottiglia, l’altra per quella di rubinetto) che stabiliscono i limiti massimi che alcune sostanze non devono superare. In molti casi le differenze sono enormi, tanto che in alcuni casi alcune acque in bottiglia non sarebbero potabili per essere immesse negli acquedotti. Qualche esempio? Il manganese può raggiungere i 500 mg/l nell’acqua in bottiglia ma non può superare i 50 mg/l per quella “del sindaco”; per l’alluminio non ci sono limiti per quella imbottigliata, mentre non può superare i 200 mg/l in quella di rubinetto. Per il berillio invece non ci sono limiti di legge in nessun caso. Ed è un caso – quello del metallo leggero normalmente presente nel terreno – che Qualescegliere.it prende ad esempio perché negli Stati Uniti il limite è stato posto per qualsiasi tipo di acqua a 4 mg/l. Alcuni studi, infatti, “hanno dimostrato che se ingerito per molti anni può causare lesioni intestinali” spiegano gli analisti del sito comparativo.

Quanto costano. Infine, i prezzi. Ai due estremi si collocano la Selex (11 centesimi al litro) e la Evian (un euro al litro). Secondo Qualescegliere, il prezzo alto della Evian si giustifica con la notorietà del brand perché non è un’acqua che riporta qualità particolari in etichetta, mentre la Selex riporta “effetti diuretici”. Sono di fascia alta anche la Sangemini e la Fiuggi con 84 centesimi al litro. Mentre la Fiuggi riporta quattro proprietà salienti, Sangemini “ha solo un alto contenuto di bicarbonati e calcio e nessuna proprietà saliente”, spiega lo studio.

Dall’analisi esce molto bene l’acqua Sorgesana che, in presenza di tre qualità salienti (povera di sodio, indicata per la preparazione di alimenti per neonati e diuretica) è la seconda più economica del lotto con 30 centesimi al litro.

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