MILANO –  Le rassicurazioni fornite da Boeing dopo il disastro aereo in Etiopia non bastano a tranquillizzare compagnie aeree e passeggeri. Oggi l’indonesiana Garuda ha dichiarato di volere cancellare un ordine d4,9 miliardi di dollari per 49 aerei Boeing 737 Max 8. Quella della società è la prima cancellazione formale per il modello. “Abbiamo inviato una lettera alla Boeing chiedendo che l’ordine venga cancellato”, ha dichiarato il portavoce di Garuda, Ikhsan Rosan. “Il motivo è che i passeggeri di Garuda in Indonesia hanno perso fiducia e non si sentono più sicuri” sull’aereo, ha riferito il portavoce, aggiungendo che la compagnia aerea è in attesa di una risposta da parte di Boeing.

Oggi il gigante Usa ha scritto una lettera pubblicata su molti giornali per chiarire la propria posizioni e fornire nuove rassicurazioni.  “Sulla base delle evidenze tratte dall’incidente del volo Lion Air 610 e dai dati emersi, non appena disponibili, dall’incidente del volo 302 di Ethiopian Airlines, stiamo prendendo provvedimenti per garantire appieno la sicurezza del 737 MAX”, ha scritto il Ceo, Dennis Muilenburg, in una lettera indirizzata a compagnie aeree, passeggeri e a tutta la comunità dell’aviazione Nel messaggio a tutta pagina Muilenburg ha ricordato che: “a breve rilasceremo un aggiornamento del software e relativo training piloti per il 737 MAX che risponderà ai problemi rilevati all’indomani dell’incidente del volo Lion Air 610”. “Dall’incidente Lion Air avvenuto nell’ottobre dello scorso anno – prosegue la lettera aperta – stiamo lavorando a stretto contatto con la Federal Aviation Administration statunitense, il Dipartimento dei Trasporti e il National Transportation Safety Board su tutte le questioni relative agli incidenti di Lion Air e di Ethiopian Airlines”.

 

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml