Al Bano non ci sta. Dopo essere stato inserito nella lista nera degli individui considerati minaccia alla sicurezza nazionale, il cantante, con il suo avvocato Cristiano Magaletti, passa all’azione e minaccia di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Invita anche il ministro degli Esteri a intervenire per vie diplomatiche per ottenere l’immediata cancellazione dalla black list. Al Bano intende poi chiedere un risarcimento danni all’Ucraina, le cui somme saranno devolute in beneficenza a un ente benefico ucraino.

“Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente. Al Bano è cittadino del mondo ed amico di tutti, deve essere libero di andare in Ucraina; chiediamo al nostro governo di intervenire immediatamente perché hanno ingiustamente attaccato il simbolo della canzone italiana”, afferma Magaletti, avvocato di Al Bano, commentando la vicenda divenuta ormai caso diplomatico. Il legale lancia anche un appello alla stampa: “Questa vicenda non deve essere trattata con superficialità ma va dibattuta con la rabbia di chi si trova a subire un’enorme ingiustizia”.

La decisione del ministeto della Cultura ucraino risale all’11 marzo scorso: Albano Carrisi era stato inserito nella lista degli individui considerati una minaccia alla sicurezza nazionale. La black list è compilata e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della tv e radio nazionali: al momento, riferisce l’agenzia Interfax, ci sono ora 147 persone.

Al Bano e Romina Power negli anni Ottanta e Novanta erano famosi anche in Unione Sovietica. Il cantante pugliese non ha mai nascosto la sua ammirazione per il presidente russo, Vladimir Putin. “L’ho incontrato tre volte – ha raccontato in una recente intervista – Nel 1986, durante una tournée in Russia, feci 18 concerti a Leningrado e altri 18 a Mosca. In uno di questi era presente anche lui, allora capo del Kgb. Il giorno dopo venne in albergo per complimentarsi. Poi nel 2004 ho cantato al Cremlino per festeggiare il Capodanno. Allo stesso tavolo c’ erano Putin e la sua famiglia e Boris Eltsin e famiglia. Nel novembre scorso, invece, alla festa del centenario del Kgb, tanti cantanti, e anch’ io, abbiamo intonato ognuno due canzoni”.

La reazione dopo la notizia dell’inserimento nella black list non si era fatta attendere. “Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina. Mai fatto neanche un apprezzamento. E’ inaccettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista. Non ho mai posseduto armi, neanche quelle mentali”, aveva commentato Al Bano. 

“Se Putin è bravo io lo dico. Non c’è un’amicizia, ma una semplice conoscenza, favorita anche dal fatto che lui è presidente onorario della Federazione internazionale dello judo e io ne sono ambasciatore nel mondo. Ho cantato per lui ma anche per tanti altri capi di Stato e pure per Giovanni Paolo II. Sono un uomo di pace e non di guerra” aveva aggiunto il cantante.



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