MILANO – Ore 8.20. Lo scontro Usa-Cina continua a dominare la scena finanziaria. Dopo le accuse rivolte da Washington a Pechino di manipolazione della valuta e la decisione cinese di sospendere l’importazione di beni agricoli americani da parte delle aziende statali, anche oggi le Borse si preparano ad una giornata in affanno in scia soprattutto al tonfo di ieri di Wall Street, dove il Dow Jones ha perso il 2,9% e il Nasdaq il 3,47%.

Segnali di difficoltà registrati già sui listini asiatici con Tokyo che dopo una partenza in calo di oltre 3 punti percentuali chiude in calo dello 0,65%. Indiacazioni contrastanti arrivano dai futures europei, con gli indici che dovrebbero aprire misti.

Apertura di giornata in calo per lo spread tra Btp e Bund  che segna 205 punti (208 ieri in chiusura di giornata). Scende il rendimento del titolo decennale italiano all’1,53%.

Lo scontro Usa-Cina fa volare le quotazioni dell’oro, che continua a rafforzarsi sui livelli più alti da 6 anni a questa parte e dall’inizio dell’anno è aumentato del 14%. Oggi il lingotto con consegna immediata  guadagna lo 0,8% e passa di mano a 1.466 dollari l’oncia
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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