Il messaggio sull’invito per l’evento di oggi era chiaro: “by Innovation only“, un gioco di parole per sottolineare l’importanza della giornata per Apple, e allo stesso modo indicare la parola chiave per quanto mostrato sul palco, ovvero lo stato dell’arte secondo l’azienda della Mela, per quanto riguarda l’innovazione nella sua offerta di tecnologia personale. I primi giorni di settembre sono tradizionalmente quelli in cui Apple svela i suoi prodotti di punta, e quindi gli iPhone di nuova generazione, ma stavolta di nuovo c’è anche altro: la Apple di Tim Cook è sempre più un “driver” per l’industria, non solo quella hi-tech. Lo è sempre stata, ma nell’evento di oggi allo Steve Jobs Theater, Cook e gli altri hanno messo ancora più a fuoco la visione dell’azienda, che è quella di estendere il concetto di esperienza superpremium ad ogni suo prodotto e di strumenti sempre più personali e connessi non solo con la Rete ma soprattutto con i propri utenti.  L’unico modo che c’è nel sovraffollamento tecnologico contemporaneo di lasciare un segno che non venga cancellato il giorno dopo, alla velocità dei social.
 

E infatti gli iPhone di quest’anno sono – come ogni anno – gli smartphone più potenti sul mercato, nei tre modelli appena svelati, iPhone 11, 11 Pro e 11 Pro Max. Il loro “cuore”, la cpu A13 Bionic, è il chip mobile più avanzato e performante al mondo, al punto che i top di gamma Android, i concorrenti diretti nelle stesse fasce di prezzo, faticano ancora oggi a stare dietro all’A12, il chip di generazione precedente. Le fotocamere, nella competizione con quelle dei Pixel di Google e dei top di gamma Android, portano l’asticella ancora più in alto con le funzionalità avanzate di grandangolo e scatto notturno, e nel comparto fotografico le versioni Pro si presentano come il nuovo stato dell’arte del mercato tout court.

Ma già da un po’, l’importanza dei nuovi iPhone sul palco del keynote è superiore solo a quella dell’Apple Watch, giunto alla quinta generazione. Il Watch è indubbiamente il prodotto in cui il il lavoro di research & development si vede con più chiarezza. Sul mercato non c’è nulla di paragonabile per funzionalità e prestazioni, e per come il dispositivo si integra fisicamente con il suo utente. E a dimostrare che la Apple di oggi non sia più così “iPhone-centrica” come appena qualche anno fa c’è il focus iniziale sui servizi, Arcade e Tv+, 4,99 dollari al mese ciascuno, e addirittura un anno di Tv+ gratis per chi acquista un nuovo dispositivo Apple. E in questo senso non va sottovalutata la nuova politica di prezzi, con i modelli base di iPhone e Watch che diventano più abbordabili, almeno in dollari.  
 

Agli inizi dell’azienda, il logo con la mela iridata era solo un segno grafico distintivo. Oggi la Apple di Tim Cook ha invece un’offerta multicolore, qualcosa per chiunque, per mantenere il proprio ecosistema il “centro di gravità permanente” entro cui l’utente può trovare più o meno tutto. Guardando i bilanci, i servizi sono una delle voci in costante crescita nelle ultime trimestrali, nel mercato sempre più saturo di smartphone in cui ormai un dispositivo low cost fa bene diverse cose (ma dura quello che dura), la mossa di Apple è stata quella di espandere il suo famoso “walled garden”, il giardino chiuso, a quante più esperienze possibili, sia di consumo di contenuti che di produzione ed intrattenimento.

E l’esperienza più superpremium è quella in cui la tecnologia diventa quasi impercettibile, uno strumento che non presenti ostacoli, e sempre più in grado di semplificare la vita dell’utente, in maniera – obiettivo ambizioso – quanto più possibile rispettosa dell’individuo, della privacy e dell’ambiente. Questo è quello che mister Cook e soci hanno mostrato sul palco del keynote di oggi, e questa è la sfida perenne dell’hi-tech che useremo nelle nostre esistenze sempre più digitali.
 

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Carlo Verdelli
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