MILANO – Di nuovo in difficoltà tra la crisi politica in cui è finito il presidente Mauricio Macrì in vista delle elezioni del 27 ottobre e le fatiche dell’economia, l’Argentina chiede ai creditori più tempo per rimborsare il suo debito.

La richiesta è rivolta a tutto tondo: ai possessori di titoli a breve scadenza sul mercato domestico, perché accettino rimborsi più a lungo termine; agli stranieri perché volontariamente facciano lo stesso; al Fondo monetario internazionale, che ha staccato un assegno da 56 miliardi nell’ambito dell’ultimo accordo.

Proprio al Fmi, Buenos Aires ha chiesto la ristrutturazione del debito con una revisione delle scadenze previste nell’ambito del programma di aiuti che gli è stato accordato nel giugno dello scorso anno e che è il più elevato mai concesso ad un Paese a rischio default. L’annuncio è arrivato ufficialmente dal ministro delle Finanze, Hernan Lacunza, per l’ulteriore deterioramento della situazione economica sotto il peso di una crescente inflazione.

Fino ad ora, Baires ha “tirato” 44 miliardi dalla linea di credito del Fmi e in questi giorni era in discussione una ulteriore tranche da 5,4 miliardi. In tutto, calcola Bloomberg, gli interventi di riscadenziamento dovrebbero riguardare poco più di 100 miliardi di dollari di titoli.

Nelle ultime sedute sui mercati finanziari, il peso ha pagato il conto sul dollaro scendendo fino a 58,66 per un biglietto verde, mentre il ‘rischio Paese’ ha toccato il suo massimo in oltre 14 anni a 2001 punti (+9,7%).

Una missione tecnica del Fmi guidata da Roberto Carderelli è da giorni a Buenos Aires, dove ha esaminato la situazione e le prospettive economiche argentine con gli esponenti del governo di Macri, ma anche con il candidato presidente dell’opposizione peronista Alberto Fernandez, e con gli economisti suoi collaboratori. Comunque, il persistente clima di incertezza politica ha determinato nelle ultime giornate una fuga degli investitori, riportando l’indice della Borsa ai minimi del 2017.

I negoziati con gli inviati di Washington non saranno conclusi prima dell’insediamento del nuovo governo il 10 dicembre e La richiesta di estensione dei pagamenti punta a consentire al nuovo esecutivo, ha spiegato Lacunza durante una conferenza stampa, “di dispiegare le sue politiche senza restrizioni finanziarie”. “Il Fondo continuerà a sostenere l’Argentina durante questi tempi difficli”, ha dichiarato in una nota il portavoce dell’Fmi Gerry Rice.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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