MILANO – Preoccupazione per la direzione economica, per il governo del Paese e per le tensioni sociali che stanno montando tra gli Italiani. E’ un allarme a tutto tondo quello che proviene dall’assemblea biennale di Assonomie, la secolare associazione tra le società quotate che si occupa di temi economici ad ampio raggio. A parare le critiche e aprovare a rassicurare ci pensa il ministro Tria, che garantisce l’impegno a “centrare gli obiettivi” prendendo anche le necessarie contromisure.

In Italia “sono tornate tensioni politiche esacerbate. L’intolleranza prevale spesso sulla disponibilità al vivere comune. Ci si abitua purtroppo ad atti di razzismo e di prevaricazione, mentre vengono rispolverati slogan e atteggiamenti del periodo più buio del nostro Paese: quello del ventennio fascista che pensavano aver messo definitivamente nei musei della storia”, ha sottolineato il presidente Innocenzo Cipolletta, nel discorso all’assemblea che lo ha riconfermato presidente per il 2019-2020. “Facciamo nostre le esortazioni del Capo dello Stato Sergio Mattarella che ebbe a dire non molto tempo fa ‘Affiorano, rumorosamente, atteggiamenti di intolleranza e di aggressivita’, di chiusura alle esigenze altrui. Sono fenomeni minoritari, sempre esistiti, ma sembrano attenuate le remore che prima ne frenavano le manifestazioni. Bisogna evitare che si saldino tra loro a livello internazionalè”, ha aggiunto.

Sulla guida giallo-verde del Paese, Cipolletta ha detto che molte riforme “purtroppo risentono dell’ansia di legiferare e di rovesciare vecchi interventi”. La riforma del reddito di cittadinanza, ad esempio, “è stata avviata con una fretta eccessiva e soprattutto senza una preparazione adeguata alle strutture che dovranno attuare quei provvedimenti”. L’associazione che raccoglie le grandi spa italiane critica anche gli altri due principali provvedimenti dell’esecutivo guidato da Conte, presente: il decreto Dignità e quota 100. “Sembrano motivate più dall’obiettivo di contrastare provvedimenti presi da altri governi che da quello di dare un assetto stabile a istituzioni rilevanti per la vita del paese”. Una situazione che genera incertezza. “Non neghiamo la necessità di riforme nel nostro paese ma gran parte delle riforme che servono all’Italia non richiede nuovi interventi normativi: la vera sfida è quella di assicurare la buona gestione degli assetti esistenti, la graduale ma costante semplificazione degli istituti, un quadro giuridico più stabile e maggiore attenzione per la qualità delle leggi e della dirigenza della pubblica amministrazione”.

Quel che è certo, per le spa, è che i richiami della Ue non sono da prendere sottogamba e che la procedura d’infrazione per deficit è assolutamente da evitare. “Non è tempo per riduzioni della pressione fiscale in disavanzo. Nè è tempo per un aumento della spesa pubblica che, anzi, va ridotta”. A questa urgenza ha risposto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che dal palco dell’assemblea ha garantito che – alla luce delle nuove stime – “i saldi di finanza pubblica saranno sostanzialmente minori, pur a legislazione invariata, di quelli stimati in precedenza e risulteranno di conseguenza coerenti con quanto previsto dal braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita”.

Tria ha ricordato come “le stime fornite dal Governo sono caratterizzate da un elevato grado di prudenza quanto mai opportuno in un quadro economico di incertezze”. Quindi, chiudendo il passaggio sul rischio di procedura Ue, ha rimarcato: “La stabilità finanziaria è un obiettivo imprescindibile”. E garantito: “Il Governo è determinato a centrare gli obiettivi adottando la dove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento”.

 

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