MILANO – Le dimissioni di Giovanni Castellucci dalla guida di Atlantia non si riverberano con particolari scossoni sui mercati finanziari. Ben più alto il rumore nel mondo della politica.
 

La situazione in Borsa

Il titolo Atlantia (segui in diretta) è allineato al listino principale e segna un leggero rialzo a Piazza Affari. Gli analisti di Equita sim analizzano i pro e i contro del passo indietro. Alla voce delle ricadute negative, gli esperti considerano tre fattori: in primo luogo “è il manager che ha costruito la diversificazione del gruppo entrando in ADR ed Abertis (oltre al 15% di Getlink)”; segue poi la considerazione che “è attivo in prima persona nella gestione del dossier Alitalia e nella rinegoziazione della concessione di Aspi”; infine era genericamente “apprezzato dal mercato”.

Ma il suo sacrificio in nome della discontinuità “dovrebbe favorire il dialogo con il governo, considerando che il gruppo rimane impegnato nel salvataggio di Alitalia e potrebbe portare ad un’accelerazione della negoziazione per la revisione della concessione di ASPI. Riteniamo che il governo punti a maggiori investimenti e ad una modifica della concessione che permetta un maggiore controllo sulle tariffe”. In definitiva, “l’uscita di Castellucci è negativa, ma ci attendiamo dall’altro lato possa portare ad un’accelerazione nella negoziazione con il governo sulla revisione della concessione”. A conti fatti, considerando che dal picco del 6 settembre (quando aveva recuperato i livelli di prezzo pre-Ponte Morandi) il titolo Atlantia ha perso il 16%, ora tratta per Equita a sconto del 20% circa: motivo per cui se ne consiglia l’acquisto.

Rep

Polemica politica su buoniscita e concessioni

Se nelle sale operative si ragiona sui freddi numeri e sugli scenari, in politica prende piede la polemica. Ad accendere la miccia è il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che punta il dito contro la buonuscita: “Castellucci per lasciare, dopo 18 anni, il gruppo e la carica di amministratore delegato di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia, ha ricevuto un incentivo all’esodo di 13.095.675 euro, oltre alle competenze di fine rapporto e al rimborso di ogni eventuale spesa per qualsiasi giudizio civile o penale. C’è qualcosa di abnorme e di ingiusto se paragoniamo questo al trattamento di fine rapporto che prende un qualsiasi operaio, impiegato o anche un normale dirigente, dopo una vita di lavoro”.

Attacca il M5s sulle tempistiche della decisione: “Le dimissioni tardive di Castellucci non bastano a sanare le responsabilità che anche oggi la magistratura sta facendo emergere nell’inchiesta – dichiara il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Traversi, esponente del M5S ligure, via Facebook – Società autostrade deve rispondere di ogni omissione, ritardo, mancanza che ha avuto impatto sul crollo del Ponte, sia per quanto avvenuto sia per il futuro ruolo nelle concessioni”.

Stefano Fassina di LeU torna a battere la via della nazionalizzazione. Parla di Castellucci come “capro espiatorio”, di “un sacrificio compensato da una buonuscita milionaria, così tutto può continuare come prima, con le mega rendite di Benetton e soci. Le dimissioni di castellucci sono un atto dovuto alla luce delle tragedie avvenute e di quelle miracolosamente scampate, ma il problema è più generale. I monopoli naturali, come le autostrade, gestiti dai privati determinano rendite enormi, attraverso aumento delle tariffe e minimizzazione degli investimenti. Un governo di svolta rispetto alla lunghissima stagione liberista di svendita di asset pubblici dovrebbe procedere, con la gradualità ma anche la determinazione necessaria, alla rinazionalizzazione della gestione delle autostrade”.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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