ROMA – Frigoriferi, tv, smartphone. I prezzi di questi prodotti, che gli italiani comprano spesso, rischiano di aumentare. Samsung Italia lancia l’avvertimento ai senatori della Commissione Industria che vogliono arginare la “obsolescenza programmata”. Sono le tecniche che le aziende mettono in campo per ridurre ad arte il ciclo di vita di un prodotto, in modo che le persone ne comprimo uno nuovo.

Samsung Italia non è contraria a nuove regole in materia. Chiede però che queste siano “precise ed equilibrate”. Viceversa non nasconde le sue critiche al disegno di legge che la Commissione Industria sta esaminando

Il disegno di legge, intanto, prende di mira proprio i produttori di smarphone che costringerebbero le persone a continui aggiornamenti dei software. Aggiornamenti che avrebbero l’effetto di rendere i telefonini sempre più lenti e inefficienti.

Ora, Samsung considera indispensabili questo aggiornamenti dei software, anche per mettere gli utenti al riparo dagli attacchi di pirati informatici. Ma la procedura di aggiornamento sarebbe calibrata abilmente – assicura Samsung – in modo da non impattare sul funzionamento degli smartphone.

Samsung chiede anche che un costruttore di smartphone come di altri prodotti elettronici sia sanzionato dalla legge italiana solo quando verrà dimostrata la sua volontà di danneggiare un bene. Peraltro – secondo Samsung – spetterà al consumatore dimostrare che il produttore ha volutamente penalizzato il prodotto acquistato e questa prova potrà essere acquisita soltanto attraverso “perizie tecniche”.

Il documento di Samsung

Il documento di Samsung

Il disegno di legge porta a 5 anni il periodo entro cui un utente può chiedere la riparazione o la sostituzione di un prodotto che si è guastato (quando è di piccole dimensioni); e addirittura a 7 anni (neggli elettrodomestici grandi). Questa super estensione della garanzia – avverte Samsung Italia – “può aumentare significativamente i prezzi dei beni, a detrimento dei consumatori”.

E un aumento dei prezzi sarebbe effetto anche dell’obbligo – in capo ai produttori – di conservare in magazzino i pezzi di ricambio dei prodotti piccoli (per 5 anni) e degli elettromestici grandi, addirittura per 10 anni. I costi di gestione dei magazzini, sottolinea Samsung, diventerebbero importanti.

Samsung non capisce, infine, se la violazione delle nuove norme generi resposabilità penali ai danni del produttore; e si chiede se queste nuove norme siano compatibili con i poteri dell’Autorità Antitrust a tutela dei consumatori. Il doppio binario – nuova legge e Antitrust – può essere un problema. 
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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