MILANO – Si è aperta a Milano la prima udienza dell’incidente di esecuzione richiesto dalla difesa di Cesare Battisti, l’ex terrorista che dopo la cattura in Bolivia sta scontando l’ergastolo nel carcere di Oristano. I legali di Battisti chiedono di commutare il carcere a vita in 30 anni di reclusione sulla base dell’unico accordo di estradizione valido, secondo la difesa, ossia quello del 2009 tra Italia e Brasile, Paese in cui non è previsto il carcere a vita. Per prima cosa i giudici della Corte d’Appello dovranno decidere sull’applicazione o meno dell’isolamento diurno per 6 mesi, al quale l’ex esponente dei “Proletari armati per il comunismo” è già sottoposto in Sardegna: è stato deciso infatti di stralciare questa parte, la decisione è attesa già nei prossimi giorni. La Corte è presieduta da Giovanna Ichino, che quasi 40 anni fa fu relatrice nella Corte milanese della prima sentenza sui Pac.

L’istanza di commutazione della pena da ergastolo a 30 anni è stata presentata nelle scorse settimane. Da qui l’incidente di esecuzione davanti alla Corte e le dichiarazioni dei giorni scorsi dell’ex terrorista al magistrato di Sorveglianza di Cagliari per ricostruire i momenti della sua consegna all’Italia. Battisti ha spiegato che il 14 gennaio scorso si stava imbarcando, dopo l’arresto in Bolivia, salendo “la scaletta” di un aereo “della polizia federale brasiliana”, dopo essere stato preso in carico da “sette agenti” brasiliani, ma poi “c’è stato un conciliabolo” tra loro e gli agenti boliviani. Alla fine l’aereo brasiliano è ripartito “senza di me” e sono poi arrivati i poliziotti italiani. 

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Un passaggio dell’arrestato che sarebbe avvenuto con modalità che, per il suo legale, l’avvocato Davide Steccanella che lo assiste con Gianfranco Sollai, “confermano che si è trattato di una mera consegna diretta alla polizia italiana di soggetto estradato dal Brasile” e, dunque, va applicata “quell’estradizione, perché non penso che lo Stato italiano possa eseguire una pena nei confronti di chi è stato condannato per avere violato la legge, senza a sua volta rispettarla”.

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Proprio per la necessità di avere  “una chiara idea di come si sviluppa” la decisione di trasferire in Italia Battisti, residente in Brasile e arrestato in Bolivia, la Corte ha accolto la richiesta della difesa di nominare un perito per la traduzione dal portoghese all’italiano degli atti, tra cui “il decreto di espulsione, il parere dell’avvocato generale e alcune pagine del provvedimento di estradizioni”. Per la traduzione potrebbero essere necessari fino a tre mesi.


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