MILANO – La tematica commerciale torna centrale all’indomani delle mosse della Bce, che ha deciso di rilanciare il Qe e tagliare i tassi sui depositi, nell’ultima scommessa di Mario Draghi per rilanciare gli obiettivi di inflazione. Il board dell’Eurotower si è spaccato, ma alla fine il governatore italiano ha mantenuto il sentiero ultra-accomodante. Le aspettative dei mercati sono state centrate, il rendimento dei titoli di Stato dell’Eurozona è calato ma non si sono registrati particolari scossoni.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi riparte così da quota 137 punti base, nel giorno del debutto di Roberto Gualtieri come ministro dell’Economia agli appuntamenti finlandesi di Ecofin ed Eurogruppo. Il rendimento del decennale italiano ha aggiornato il minimo allo 0,75% e tratta ora intorno allo 0,8%.

Il presidente Donald Trump non ha escluso un’intesa ad interm con la Cina per porre fine alla guerra dei dazi, come ipotizzato da alcuni osservatori dopo il rinvio di due settimane degli aumenti tariffari che sarebbero dovuti scattare il prossimo primo ottobre. Trump, interpellato mentre lasciava la Casa Bianca diretto a Baltimora, ha però tenuto a precisare che preferirebbe un’intesa più ampia. La notizia – anticipata dalle indiscrezioni – è servita comunque per spingere Wall Street vicino ai record storici: ieri sera il Dow Jones ha guadagnato lo 0,2%, lo S&P500 lo 0,29% e il Nasdaq lo 0,3%. Positiva la mattinata degli indici asiatici, in cauto rialzo i future sulle Borse europee.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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