MILANO – Il Movimento Cinque Stelle non vota la fiducia a Christine Lagarde come prossimo presidente della Banca centrale europea, che arriva comunque dall’aula di Strasburgo con 394 voti favorevoli, 206 contrari e 49 astenuti. L’annuncio è arrivato in occasione della plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo, dove era in discussione il documento che raccomanda la scelta dell’ex direttrice del Fmi per la successione a Mario Draghi. Un rapporto steso, guardacaso, dal neo ministro dell’Economia del governo Conte bis, Roberto Gualtieri.

“Abbiamo cercato un motivo per sostenere la nomina di Lagarde senza successo, perché è responsabile delle politiche che hanno fatto aumentare il debito pubblico nella Ue per salvare le banche tedesche e francesi in primo luogo, politiche che hanno portato alla compressione dei salari, al taglio dei servizi e delle pensioni, a una gigantesca redistribuzione dal basso verso l’altro. E’ troppo tardi adesso: non daremo la fiducia, aspettiamo di vedere come procederà e poi dopo, forse, potremo riparlarne”. Con queste parole l’eurodeputato Nicola Pedicini, del M5s appunto, ha spiegato la posizione del Movimento che ha preso poi la via dell’astensione.

Una posizione che porta già a una differenza di vedute con il Partito democratico, partner di governo in Italia, che era invece a favore della nomina.

In apertura del dibattito a Strasburgo, la relatrice Irene Tinagli, neo eletta a capo della Commissione affari economici del Parlamento, ha definito un “fatto storico” la nomina di una donna alla presidenza della Banca centrale europea e questo a pochi mesi dal ventesimo anniversario dell’euro. Tinagli ha letto oggi in aula la relazione preparata appunto da Gualtieri, nel frattempo diventato ministro di un governo col M5s. “Le risposte scritte fornite dalla candidata nonché l’audizione di fronte alla Econ ci dimostrano che Lagarde è consapevole del compito e delle sfide” ed ma anche “l’adeguatezza per riprendere il testimone del suo predecessore per portare avanti la sua missione”, ha precisato Tinagli. “L’ampio consenso ottenuto dalla candidata presso la commissione Econ rappresenta secondo me un ottimo sostegno per l’esito della votazione odierna”. Tinagli ha poi ricordato che il Parlamento europeo “continuerà a monitorare” la Bce.

Come ricorda il Consiglio europeo, spetta proprio all’organismo che riunisce i capi di Stato e di governo nominare tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente più altri 4 membri. “Il Consiglio europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio. Consulta anche il Parlamento europeo e il consiglio direttivo della BCE (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro). Il Consiglio europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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