MILANO – BlackRock si ritira dalla partita di Banca Carige e rimette l’istituto ligure, e i commissari che provano a traghettarlo fuori dalle sabbie mobili, in difficoltà. Come si legge su Repubblica in edicola e viene confermato in mattinata da una comunicazione dei commissari della banca, il fondo “ha ritenuto di non dare ulteriore corso alla sua iniziale manifestazione di interesse”.

“I commissari di Carige comunicano che, al termine di un articolata fase preparatoria nell’ambito della quale si inquadra la delibera del Consiglio di Gestione dello Schema Volontario di lunedì 6 maggio, il fondo Blackrock ha ritenuto di non dare ulteriore corso alla sua iniziale manifestazione di interesse”, afferma nello specifico la nota diffusa dalla banca ligure. “Proseguono le valutazioni riguardanti ulteriori soluzioni di mercato finalizzate ad assicurare stabilità e rilancio di Banca Carige – si aggiunge – Restano, in ogni caso, ferme le previsioni del titolo II del DL 8 gennaio 2019 che consentono l’eventuale avvio dell’iter per la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale al Ministero dell’Economia”.

Insomma – alla luce del decreto copia-incolla che fu fatto per Genova – si fa esplicitamente riferimento all’opzione che era già stata perseguita per il Monte dei Paschi e che prevede la diretta iniezione di capitale da parte del Tesoro.

L’interpretazione più probabile della decisione del colosso dei fondi Usa, spiega Repubblica in edicola, è che quei 400 milioni in azioni Carige, in aggiunta alla garanzia sulla parte inoptata del previsto l’aumento di capitale da 720 milioni, sono stati ritenuti un “cip” eccessivamente rischioso per i parametri di BlackRock; anche se in capo a un singolo fondo dedicato alle “situazioni speciali”, e in grado di intestarsi rischi maggiori.
 

Il ruolo di BlackRock nel piano di salvataggio sarebbe dovuto scattare dopo la conversione in azioni dei 320 milioni di euro del bond sottoscritto dal Fondo interbancario tutela depositi, quello alimentato dalle altre banche italiane. In questo modo lo stesso Fondo sarebbe diventato il primo azionista al 43%, senza incidere nel governo della banca e con la prospettiva di rimettere pian piano la sua quota sul mercato. Intanto, la Sga – la società pubblica che si occupa già delle sofferenze delle venete – si sarebbe fatta carico di rilevare gli 1,85 miliardi di crediti difficili.

A questo punto, con un capitale puntellato e libri puliti, BlackRock avrebbe dovuto sottoscrivere il 25% circa dell’aumento di capitale che la Bce ha chiesto alla banca, girando altre quote a investitori in cordata, e garantire la parte inoptata dei soci privati (solo i Malacalza avrebbero dovuto starci, diluendo molto il loro 27%).

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