ROMA – La liberalizzazione del mercato di elettricità e gas potrebbe avere tempi più rapidi, almeno per le utenze non residenziali, cioè negozi e piccole imprese. Tra gli emendamenti del Milleproroghe, che ha rimandato al 2022 la fine di ogni regolazione dei prezzi, c’è anche una proposta di modifica da parte di deputati della maggioranza (Pd-M5S) per anticipare tale scadenza all’inizio del 2021.

L’orientamento favorevole ad anticipare per le imprese era emerso nelle settimane scorse sia da parte del regolatore, sia da parte degli operatori di luce e gas che in audizione avevano fatto notare come dei 6 milioni di utenze non residenziali già più della metà si serve delle offerte sul mercato libero, quota che sale all’80% se si considera l’effettivo consumo di energia. A questo si aggiunge il vincolo della direttiva europea che pone proprio alla fine di quest’anno l’obbligo di aprire del tutto il mercato.

A questa indicazione si aggiunge la posizione di molte associazioni dei consumatori, specie quelle che temono che l’eccesso di gradualità nel passaggio al mercato libero a quello di maggior tutela (dove la tariffa è decisa trimestralmente dall’Autorità dell’Energia), finisca per replicare gli attuali rapporti di forza (con Enel e municipalizzate che presidiano oltre l’80% del mercato), riducendo o annullando risparmi per i clienti finale realizzabili grazie alla concorrenza.

“Spesso si dà per scontato che gli utenti sappiano che il mercato è diviso tra libero e tutelato e che i distributori debbano tenere le due offerte ben separate – spiega Tiziana Toto di Cittadinanzattiva-il 60% delle famiglie che passa al mercato libero si affida allo stesso fornitore, e questo fa sì che dopo dieci anni dall’inizio dalla liberalizzazione, l’ex monopolista Enel abbia ancora una quota di mercato del 70% dei clienti domestici”.

Oltre all’anticipo della scadenza, che dovrà superare una certa resistenza da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, la partita più importante è quella sui 15 milioni di utenti domestici ancora nel mercato tutelato e che in 2 anni dovranno fare una scelta. Cittadinanza attiva ha firmato il manifesto per l’Energia del Futuro (con lei Adiconsum, Altroconsumo, Assoutenti Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento a difesa del Cittadino, Udicon, Associazione Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi).

A questo manifesto si sono uniti i principali operatori del mercato libero: Edison, Engie, E.ON, Illumia e Sorgenia. Nei giorni scorsi si erano dichiarati contrari ad ogni meccanismo di silenzio-assenso che, tramite l’automatica prosecuzione della fornitura, “comporti il passaggio dei clienti oggi in tutela ad offerte di mercato libero proposte”.

“Manca informazione e consapevolezza – aggiunge Ovidio Marzaioli del Movimento Consumatori – tutto quello che qualche tempo fa chiamavamo empowerment del consumatore, cioè dargli la forza contrattuale di scegliere l’offerta più conveniente per lui. L’Autorità dovrebbe attivare al più presto e rendere facilmente accessibile il portale per conoscere i propri consumi. La nostra preoccupazione è che si arrivi al 2022 senza aver fatto i passi necessari e ritrovarci a dover affrontare un altro rinvio”.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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