MILANO – Il cassintegrato titolare di assegno di ricollocazione che trova un nuovo lavoro ha diritto a un bonus: un contributo mensile che vale metà della cassa che gli sarebbe spettata, se non si fosse rioccupato.

E’ partita in settimana la circolare dell’Inps (numero 109) che accende il semaforo verde al cosiddetto “bonus rioccupazione”. Vediamo come funziona.

La legge di Bilancio del 2018 prevede la concessione di una serie di misure in favore dei lavoratori cassaintegrati che, durante la fruizione del servizio intensivo, accettino una nuova offerta di lavoro; in particolare, dice l’Inps, gli interessati possono beneficiare di un contributo mensile pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che avrebbero ancora percepito, se non si fossero occupati.

L’Assegno di ricollocazione, ricordiamo, è quella misura di politica attiva che prevede di assegnare una somma da 250 a 5.000 euro (a seconda del profilo del disoccupato e alla difficoltà di trovare per lui un posto) che vada direttamente all’ente che lo forma/specializza e gli trova una nuova occupazione. E’ necessario che “l’esito occupazionale” sia acquisito, prima che l’assegno venga trasferito al soggetto che ha erogato il servizio di reinserimento nel mondo del lavoro.

Con i cassintegrati opera in maniera leggermente diversa. Per rendere più appetibile il percorso, e ridurre i licenziamenti successivi all’intervento della cassa integrazione straordinaria in cui non sia stato concordato un completo recupero occupazionale, l’assegno può esser attribuito anticipatamente ai cassintegrati che cerchino un servizio intensivo di assistenza nella ricerca di un nuovo lavoro.

Non solo. Qualora la loro ricerca vada a buon fine, scattano gli incentivi che sono appunto il bonus rioccupazione e uno sgravio fiscale. Perché il lavoratore li possa incassare, deve essere assunto “da un datore di lavoro che non presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa presso cui era precedentemente impiegato”. Il rapporto di lavoro “deve essere esclusivamente di tipo subordinato e può essere instaurato, anche in regime di part-time, sia con un contratto a tempo indeterminato che a termine”.

La facilitazione fiscale prevede “l’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro, entro il limite massimo di 9 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR). Le eventuali ulteriori somme pattuite nella stessa sede sono, invece, oggetto di ordinario prelievo fiscale”. In pratica, il Tfr è detessato per un importo massimo pari a nove mesi di stipendio.

Il bonus rioccupazione concede al lavoratore un contributo mensile “pari al 50% del trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe stato altrimenti corrisposto”.

Anche il datore di lavoro che assume il cassintegrato ha un vantaggio: “Può contare su una agevolazione contributiva, avendo la legge previsto un esonero, nella misura del 50%, degli oneri contributivi complessivi a suo carico – esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL –  nel limite massimo di importo pari a 4.030 euro annui, rivalutabile sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”.



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