MILANO – Si annuncia una seduta interlocutoria sui mercati in attesa di novità dal braccio di ferro commerciale e tecnologico tra Cina e Stati Uniti, dopo il piccolo rimbalzo della vigilia che ha fatto seguito a un difficile avvio di settimana.

I future sui listini europei sono poco sotto la parità, in una giornata scarica dal punto di vista macroeconomico nella quale si torna anche a ragionare di Brexit, visto che il piano di Theresa May per ottenere un “sì” al suo accordo sembra nuovamente destinato a fallire. Non a caso, se prima la sterlina si era rafforzata si è poi via via riportata ai livelli di partenza con l’emergere dello scetticismo politico intorno a questo nuovo tentativo.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve rialzo sostenuta dal calo dello yen e dal rimbalzo delle Borse europee e di Wall Street, ma condizionata dal perdurare dell’insicurezza legata alle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Il Nikkei alla fine ha guadagnato lo 0,05% mentre l’indice Topix ha perso lo 0,26%. Lo yuan nella notte italiana è rimasto stabile sul dollaro, cedendo appena 2 punti base a seguito della parità bilaterale fissata dalla Banca centrale cinese a 6,8992: il renminbi ha fatto segnare uno spot rate di 6,9063 (+0,08%).

Wall Street ieri sera ha chiuso in rialzo grazie ai titoli tecnologici, che sono rimbalzati dopo la decisione degli stati uniti di allentare temporaneamente le restrizioni contro Huawei. Fino al prossimo 29 agosto, il colosso cinese delle Tlc potrà comprare componentistica dalle aziende americane per mantenere reti esistenti e per aggiornare software dei suoi smartphone. Di conseguenza, i produttori di chip che hanno Huawai come cliente sono rimbalzati: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,77%, lo S&P 500 è salito dello 0,85% e il Nasdaq dell’1,1%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre stabile a 271 punti, con rendimento al 2,637%. L’euro apre in calo sotto quota 1,12 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1153 dollari e 123,17 yen. Giù dollaro/yen a 110,14.

Dal fronte macro si registra il netto calo del surplus commerciale giapponese, che ad aprile risente delle tensioni commerciali e del calo di export verso Pechino: il saldo degli scambi commerciali è sceso a 60,4 miliardi di yen (480 milioni di euro), contro un surplus di 620,9 miliardi di yen un anno prima.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio sono in calo sui mercati asiatici dopo l’aumento a sorpresa delle scorte settimanali di greggio negli Usa. Negli scambi elettronici in Asia, il light sweet crude (Wti) cede 49 cent a 62,64 dollari; il Brent perde 40 cent a 71,78 dollari.



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