MILANO – Avvio di seduta debole per Piazza Affari, in linea con le altre Borse europee. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,35% a 21.314 punti. A Francoforte il Dax segna un -0,24%, a Parigi il Cac40 è piatto con un +0,06% e a Londra l’indice Ftse100 scivola dello 0,07%. Tra i singoli titoli si muovono bene Saipem ed Eni in scia ai rialzi dei prezzi del petrolio, mentre l’effetto-cedola pesa su Poste, Snam e Terna che hanno staccato il saldo.

Gli investitori si muovono cauti in vista del vertice del G20 a Osaka, in Giappone, nel corso del quale è previsto un incontro tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping sulla questione commerciale. Altro tema chiave di questa nuova ottava e motivo di prudenza sui mercati è la tensione in Medio Oriente, tra Stati Uniti e Iran, dopo l’abbattimento di un drone Usa da parte dell’esercito iraniano. Un fattore che sta spingendo in alto il prezzo del petrolio, affianco a quello dell’oro bene rifugio.

Avvio di seduta in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento viene indicato in avvio di ottava a 242 punti base, in calo dai 245 punti base della chiusura di venerdì scorso. In calo anche il rendimento del decennale italiano al 2,13% dal 2,17% del finale di venerdì. L’euro sale in avvio di seduta, portandosi  al top da tre mesi sul biglietto verde a 1,1387 dollari e a 122.30 yen. Dollaro/yen debole ma avanza a 107,41. Il biglietto verde perde colpi dopo che la Fed ha fatto sapere che intende tagliare presto i tassi Usa. Secondo gli esperti la Fed avrebbe più spazio di manovra della Bce per politiche di allentamento monetario.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha terminato la prima seduta della settimana in marginale rialzo, con gli investitori che guardano ad un possibile compromesso sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti al prossimo vertice del G20 di Osaka, in programma nel fine settimana. Il Nikkei è salito dello 0,13% a quota 21.285,99. Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro a 107,40 sul dollaro, e a un livello di 122,20 sull’euro.

Dal fronte macro sono previste poche indicazioni di rilievo oggi, con la sola pubblicazione dell’indice tedesco Ifo sulla fiducia delle imprese.

Come si diceva, le incertezze dei mercati dovute alle trattative sui dazi Usa-Cina e le tensioni nel Golfo Persico con l’Iran, spingono il prezzo dell’oro, tradizionale bene rifugio. Il metallo con consegna immediata avanza dello 0,2% a 1402 dollari l’oncia. L’allerta nel quadrante del Golfo Persico fa salire il petrolio: il greggio Wti del Texas sale dello 0,7% a 57,8 dollari al barile. Il Brent avanza di 24 centesimi a 64,6 dollari.

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