MILANO – Partenza debole per le Borse europee dopo la serata negativa di Wall Street. Gli indici del Vecchio continente sono indecisi sulla direzione da imboccare: sulle prime battute Parigi perde lo 0,22%, Madrid lo 0,21%, Londra lo 0,19% e Francoforte un frazionale 0,1%. Milano oscilla sulla parità in una giornata festiva in Italia, con scambi che probabilmente saranno più rarefatti.

Tra le vicende di giornata, si segnalano le indiscrezioni della Reuters che danno corpo a quel che circolava da qualche giorno: secondo l’agenzia finanziaria le trattative tra Deutsche Bank e Commerzbank per dar vita a un soggetto bancario unico e leader assoluto in Germania sarebbero destinate a finire in un vicolo cieco. L’operazione, spinta dal governo, è stata da subito criticata dai sindacati per le ricadute in termini di tagli occupazionali e da molti grandi investitori per la logica industriale (assente, a loro dire). Con lo stop alle nozze, potrebbero anche rientrare in gioco altri gruppi: si sono fatti i nomi di Ing e Unicredit.

Questa mattina si è registrata la chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo, che ha invertito le perdite iniziali dopo che gli investitori hanno preso atto dell’impegno della Banca centrale del Giappone a mantenere la sua politica monetaria invariata almeno per un altro anno. L’indice di riferimento Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,48%, ovvero 107,58 punti, a 22.307,58, mentre l’indice Topix è salito dello 0,51%, di 8,23 punti, a 1.620,28. La decisione dell’istituto centrale è stata comunque legata a previsioni di crescita economica al ribasso e mancato raggiungimento degli obiettivi sull’inflazione. A favorire la prudenza sui mercati c’è anche l’annuncio di una contrazione dell’economia della Corea del Sud nel primo trimestre dell’anno, che alimenta i timori per la crescita economica globale.

Ieri sera, Wall Street aveva terminato in lieve ribasso lasciando dunque i livelli record toccati alla vigilia. Il Dow Jones ha perso lo 0,2%, come lo S&P500 e il Nasdaq. Nella notte sono arrivati i conti sopra le attese di Microsoft e Facebook, che però non scaldano i listini occidentali.

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre la seduta a 267 punti, in rialzo dai 265 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale si attesta al 2,651%. I mercati attendono il verdetto di S&P, previsto per domani, che potrebbe rivedere il rating dell’Italia, attualmente a “BBB” due livelli sopra il livello ‘junk’ ossia spazzatura. L’euro apre stabile, dopo aver subito ieri la discesa più forte dal marzo scorso, sulla scia dei dati dell’indice Ifo, calato a 99,2 punti ad aprile. La moneta europea passa di mano a 1,1154 dollari, dopo un minimo di 1,1145 dollari. Euro/yen cala a 124,93. Dollaro/yen giù a 111,93.

L’oro scambia in lieve rialzo nelle contrattazioni della prima mattina. Sul mercato con consegna immediata (spot) il metallo viene trattato a 1.278 dollari l’oncia, in progresso dello 0,2%. Il petrolio continua a trattare poco sotto i 66 dollari al barile dopo che le scorte Usa hanno registrato un aumento superiore alle attese frenando così il rally innescato dalla prospettiva di una stretta alle forniture dell’Iran per via delle sanzioni americane. Il barile Wti tratta a 65,94 dollari, sostanzialmente in linea con la chiusura di ieri a New York mentre il Brent sale dello 0,42% a 74,99 dollari al barile.



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