MILANO – Ore 10. Ripartenza in calo per le Borse europee con gli investitori che seguono sempre cn attenzione gli sviluppi del dialogo sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Cina dopo che venerdì sera Trump ha detto che un’intesa tra le parti “non è una necessità” prima dell’election day del 2020 ridimensionando a “battibecco” le schermaglie tra i due Paesi. Milano cede l’1,02%, Francoforte lo 1,08% e Parigi lo 0,3% e Londra perde lo 0,3%. A Piazza Affari si fa sentire il forte calo della Juventus, arrivata a cedere cinque punti percentuali, dopo che giovedì la società ha annunciato un aumento di capitale fino a 300 milioni. Sugli inidici europei pesa anche il nuovo calo dell’indice pmi manifatturiero tedesco, sceso a settembre a sceso a 41,44 contro il 43,5 di agosto a fronte di una stima degli analisti consultati da Bloomberg di 44.

In Asia, dove Tokyo è rimasta chisusa per festività, i listini hanno vissuto una giornata orientata al ribasso, con Hong Kong e Shenzhen tra le peggiori.

Sul mercato però domina la scena il balzo del petrolio, sulla scia delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo l’attacco agli impianti in Arabia Saudita: in mattinata il Wti del Texas avanza dell’1% a 58,75 dollari mentre il Brent del Mare del Nord riguadagna la soglia dei 65 dollari (+1,2%).  Sul fronte delle valute, l’euro è invece poco mosso a 1,1022 dollari (+0,1%) .

Sulla sponda domestica lo spread è in lieve calo, in una settimana che per i conti pubblici italiani guarda soprattutto alla nota di aggiornamento al Def con cui il governo definirà il livello di deficit che sceglierà di “utilizzare” per la prossima manovra. Il differenziale Btp/Bund in mattinata si posiziona a 142 punti con il rendimento del titolon decennale allo 0,89%.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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