MILANO – Reazione positiva dei mercati finanziari all’incontro del fine settimana tra Xi e Trump, che ha riaperto la strada delle trattative tra Usa e Cina in tema commerciale. Di contro, ritracciano i beni considerati “rifugio” dagli investitori come l’oro, lo yen e i titoli del debito americano. Sotto la lente anche il petrolio, in rialzo mentre si aspetta l’estensione dei tagli alla produzione fino al 2020 da parte della Russia e dei Paesi produttori riuniti nel cartello Opec, che s’incontrano oggi a Vienna.

I future sulle Borse europee sono positive, dopo la giornata positiva degli scambi asiatici. Nella prima mattinata italiana, l’indice Topix della Borsa di Tokyo segna un guadagno del 2% mentre Shanghai sale dell’1,9%.

Anche i future sui listini di Wall Street avanzano con la tregua commerciale: quelli sullo S&P 500 salgono dell’1%, quelli sul Nasdaq avanzano dell’1,4%. Gli analisti avevano previsto un balzo con l’annuncio della tregua ma hanno messo in guardia sul fatto che il fenomeno potrebbe essere momentaneo, con gli investitori scettici sul risultato finale delle trattative. Gli strategist di DBS, riporta Bloomberg, caratterizzano i rialzi odierni più come frutto di un sollievo che un vero e proprio rally e iniziano già a guardare ai dati sul lavoro americano di venerdì, dopo i brutti numeri che hanno contraddistinto il rapporto sul mese di maggio.

A Piazza Affari si continua a guardare ad Atlantia, dopo che – nella serata di domenica – sono emersi i dettagli del rapporto preparato dai tecnici del Mit che indica la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo la tragedia del Ponte Morandi.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi parte stabile poco sopra 240 punti base, con rendimento al 2,1%, nella giornata che dovrebbe sancire il passaggio in Consiglio dei ministri dell’assestamento di bilancio, il documento nel quale il Tesoro migliorerà i saldi della finanza pubblica grazie a un andamento superiore alle attese delle entrate nella prima parte dell’anno e alle contemporanee minor spese per le misure come Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Il deficit/Pil dovrebbe così poter scendere dal 2,4 al 2,1% per quest’anno. Un passaggio che, si augura il governo, dovrebbe ammorbidire la posizione della Commissione europea in vista della decisione sulla procedura d’infrazione all’Italia, che potrebbe già arrivare con l’Ecofin di domani.

Rep

Tra le materie prime, come si diceva il petrolio è in rialzo con il barile di Wti che sale del 2,4% a un passo da 60 dollari mentre il Brent segna +2,5% a 66,4 dollari. L’oro ritraccia dopo il recente rally alimentato dalle incertezze geopolitiche e il lingotto spot cede l’1,5% a 1.388 dollari l’oncia.

L’agenda macroeconomica si caratterizza per i dati sugli indicatori Pmi che anticipano l’andamento del manifatturiero e per la disoccupazione italiana, cui fa seguito quella dell’Eurozona.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml