MILANO – La tensione commerciale tra Usa e Cina, che in questo momento si concentra in particolare sul caso del bando ai prodotti di Huawei, torna ad agitare pesantemente i mercati finanziari. I listini europei avviano le contrattazioni in netto ribasso dopo la giornata difficile dell’Asia, con l’eccezione dell’India dove i mercati hanno ben accolto l’esito elettorale che vede il primo ministro Narendra Modi ben posizionato per costituire una maggioranza contando sulle sue sole forze.

Milano perde lo 0,8%.

Come detto, la giornata asiatica è stata negativa e – calcola Bloomberg – ormai l’indice Msci Asia Pacific ha messo insieme una perdita del 6% da quando, a inizio mese, Donald Trump ha minacciato di alzare i dazi verso Pechino: dimezzati i guadagni da inizio anno. La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso per il calo decisivo delle società high-tech colpite dall’intensificarsi dello scontro sul commercio tra Stati Uniti e Cina. L’indice di riferimento Nikkei 225 ha perso lo 0,62% a 21.151,14 punti, mentre l’indice generale Topix è scivolato dello 0,36% a 1.540,58 punti.

Mentre la campagna per le elezioni eruopee si avvia alla volata finale, lo spread tra Btp e Bund apre in rialzo a quota 274 dopo (ieri sera ha chiuso a 272 punti). Il rendimento del decennale avanza al 2,646%. L’euro apre stabile ma resta debole sotto 1,12 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1152 dollari e cala a 123,02 yen. Arretra il dollaro/yen a 110,32.

Dal fronte macro, in Germania il Pil del primo trimestre è stato confermato in rialzo dello 0,4%. In attesa dell’indice Ifo tedesco, è stabile la fiducia delle imprese francesi a maggio, con un indicatore di 106 punti. Invece l’indice Pmi manifatturiero in Giappone ha registrato un calo passando da 50,2 punti ad aprile a 49,6 punti a maggio, scendendo dunque nella zona di contrazione economica che si trova sotto la soglia di 50 punti.

Il prezzo del petrolio continua a scendere, dopo l’inatteso rialzo delle scorte settimanali Usa, salite al top dal luglio 2027. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono di 53 cent a 60,89 dollari e quelli sul Brent perdono 66 cent a 70,33 dollari.

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