MILANO – Ore 9.10. Continua la corsa degli investitori ai titoli di Stato dei Paesi forti, segno di una fase di incertezza dal punto di vista economico che porta gli addetti ai lavori a guardare con meno interesse il comparto azionario, più rischioso. Come nota Bloomberg, i rendimenti dei Treasury decennali (che si muovono in senso opposto al prezzo dei titoli americani) sono scesi ai minimi da 15 mesi e quelli giapponesi a un livello che non si vedeva dall’agosto 2016; in Europa, i decennali tedeschi hanno visto scendere il loro rendimento ancor più sotto lo zero, mentre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha garantito che serve ancora una posizione accomodante da parte della Banca centrale.

I listini europei aprono cauti dopo la seduta negativa dell’Asia. Milano segna un ribasso dello 0,1% in avvio, Francoforte è piatta (+0,05%), Londra sale dello 0,2% e Parigi dello 0,1%. Si segnala il calo, sulla Borsa francese, di EssilorLuxottica dopo la richiesta di Delfin, la holding di Leonardo Del Vecchio, di arrivare a un arbitrato per risolvere il contrasto con i soci francesi per il governo del colosso degli occhiali.

La Borsa di Tokyo, nel contesto di preoccupazioni per l’economia mondiale che ha fatto rafforzare lo yen – bene rifugio – penalizzando le grandi aziende esportatrici nipponiche, ha perso l’1,6%. Le Borse cinesi hanno chiuso in rosso nel giorno dell’avvio del nuovo round negoziale sul commercio tra Usa e Cina, in programma a Pechino: l’indice Composite di Shanghai a -0,92% e quello di Shenzhen a -0,9%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in leggero rialzo sopra 250 punti base, con il decennale italiano che rende il 2,45%. Nel corso della mattina verranno diffusi gli indici di fiducia nell’Eurozona. Dagli Stati Uniti attenzione alla lettura finale del Pil trimestrale. In uscita anche il dato sull’inflazione in Germania. Sul fronte emissioni oggi si conclude il trittico di aste di fine mese del Tesoro con il collocamento di Btp a 5 e 10 anni fino a 6,5 miliardi.

L’euro apre in leggero rialzo sopra 1,1,2 dollari, mentre la lira turca perde il 2,2%. La moneta europea passa di mano a 1,1260 dollari e arretra a 123,98 yen. Dollaro/yen debole a 110,11. La lira turca scende a 5.4375 sul biglietto verde, dopo che le autorità di Ankara hanno di fatto impedito agli investitori esteri di vendere lire.

Tra le materie prime, le quotazioni dell’oro si sono mosse in crescita sui mercati asiatici dopo il calo di ieri . Il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,2% e passa di mano a 1.311 dollari l’oncia. Petrolio in calo, invec, sui dati delle scorte americane in crescita contro attese differenti. I contratti sul greggio Wti con scadenza a maggio che passano di mano a 59,17 dollari con un calo dello 0,4%. Il Brent scende dello 0,3% a 67,61.



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