MILANO – Maxi offerta dalla Borsa di Hong Gong per il London Stock Exchange, la Borsa di Londra che controlla anche Piazza Affari. Sul piatto da parte orientale vengono messi quasi 32 miliardi di sterline (36 miliardi di euro) inclusi debito, contanti e azioni.

“Hong Kong Exchanges and Clearing limited annuncia di aver fatto una proposta al consiglio di amministrazione del London Stock Exchange group plc per unire le due società”, ha annunciato in una nota la società cui fa capo il listino della ex colonia britannica. “Riunire le borse di Hong Kong e Londra ridisegnerà l’assetto dei mercati dei capitali per i decenni a venire”, ha dichiarato l’amministratore delegato dell’Hong Kong Exchange, Charles Li, presentando l’offerta per Londra. “Entrambe le aziende hanno grandi marchi, forza finanziaria e comprovata esperienza di crescita”.

Lse, dice Bloomberg, non ha commentato. Entrambi i gruppi sono stati al centro del mercato delle Borse. Lse, ad esempio, ha da poco preso il business dei dati di Refinitiv. Nel recente passato, però, non è riuscita a combinare le sue attività con quelle della Borsa di Francoforte, per problemi di Antitrust. Invece Hkex ha comprato il London Metal Exchange, nel 2012, per 1,4 miliardi di sterline. Nota il Financial Times che, se andasse a segno, sarebbe di gran lunga la maggior operazione per il listino asiatico.

Le intenzioni ci sono tutte: l’offerta prevede un premio del 23% sulla chiusura di Lse di martedì sera. L’operazione prevede in parte il pagamento di contanti e in parte l’emissione di nuove azioni, per una valorizzazione del titolo Lse di 83,61 sterline.

I primi commenti raccolti dall’agenzia Usa già lasciano intendere quanto il deal possa essere complicato. Un’offerta da Hong Kong, è il senso, potrebbe esser scambiata con un’offerta genericamente proveniente dalla Cina e quindi non sarà facile affrontare i regolatori per portarla a casa. Li ha intanto blandito le controparti, ricordando come la proposta – che arriva nel mezzo del caos Brexit – sia un voto di fiducia sul ruolo futuro della City come centro finanziario nevralgico per il mondo.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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