MILANO – Wall Street torna il punto di riferimento per gli investitori, dopo la chiusura dei mercati Usa per l’Independence Day. Dagli Stati Uniti è infatti atteso il dato sull’occupazione e le retribuzioni, che potrebbe dare indicazioni significative in vista delle prossime mosse della Fed. Gli investitori hanno infatti messo in conto una mossa accomodante della Banca centrale americana nel corso dell’estate: se dovesse arrivare un numero in linea con le attese (160 mila posti di lavoro creati a giugno, in rialzo dai 75 mila precedenti), i mercati potrebbero dare per assodato l’intervento della Fed alla fine del mese.

I future sulle Borse europee sono poco mossi, dopo una giornata piatta in Asia.

Notizie negative arrivano di prima mattina dall’agenda macroeconomica, che segna un calo degli ordini all’industria tedesca del 2,2% mensile a maggio e dell’8,6% annuo. Il mercato si attendeva sì un calo, ma non in queste proporzioni: le attese erano per un ribasso dello 0,2% mensile e un -6,2% su base annua.

Per quanto riguarda l’italia è prevista la diffusione della nota mensile Istat sull’andamento dell’economia. La lettura preliminare del Superindice economico del Giappone di maggio indica un valore pari a 95,2 punti, inferiore ai 95,4 attesi dal consensus. Il dato è inferiore ai 95,9 del mese precedente e si attesta al minimo dal dicembre del 2012, a conferma del rallentamento dell’economia giapponese di quest’anno.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso sugli schermi di Bloomberg in area 207 punti base. L’euro apre debole e il biglietto verde si rafforza: la moneta europea passa di mano a 1,1280 dollari e 121,69 yen. Dollaro/yen si rafforza a 107,88.

Tra le materia prime, il petrolio è debole nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche con la marina britannica e la polizia di Gibilterra che hanno sequestrato una petroliera sospettata di trasportare greggio di origine iraniana verso la Siria, in violazione delle sanzioni europee. Il greggio paga piuttosto i timori di un rallentamento dell’economia globale: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono di 52 cent a 56,82 dollari e quelli sul Brent salgono di 5 cent a 63,35 dollari al barile.

Il prezzo dell’oro continua invece a salire: i future sull’oro sono scambiati a 1.435 dollari (+0,2%) l’oncia e si prevede che chiudano l’ottava in rialzo per la settima settimana di fila.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml