MILANO – Il mancato taglio al rating italiano da parte dell’agenzia Standard&Poor’s, arrivato nella serata di venerdì a mercati chiusi, porta un poco di distensione sul debito italiano. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi cala infatti in avvio di settimana in area 255 punti base, circa cinque punti sotto l’ultima chiusura, con il rendimento del decennale tricolore al 2,54%.

Le Borse europee sono poco mosse, in scia alla seduta contrastata delle Borse asiatiche che non hanno colto il traino di Wall Street: venerdì sera lo S&P500, il listino della Borsa americana, ha scritto nuovi record storici. Milano sale dello 0,2% nelle prime battute, Madrid cede lo 0,5% dopo le elezioni che hanno premiato i socialisti ma senza dar loro una maggioranza chiara per governare. Parigi e Francoforte sono poco sotto la parità, Londra poco sopra.

Questa mattina,la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per la lunga festività legata all’abdicazione dell’imperatore Akihito: scambi fermi per tutta la settimana. A mercati ancora aperti procedono in rialzo Hong Kong (+0,9%), Shanghai (+0,3%) e Seul (+1,5%) mentre è in controtendenza Shenzhen (-1%).

Gli investitori restano alla finestra per capire che vento tirerà sulla congiuntura economica globale, dopo i dati sul Pil americano che hanno mostrato una buona salute dell’economia ma con alcune debolezze legate agli investimenti che confermano un quadro di crescita – ma in rallentamento – per il prossimo futuro. Già oggi, dagli Stati Uniti i dati sull’inflazione potranno indirizzare le prossime scelte della Fed. In agenda anche redditi e spese personali. In Europa si guarda invece ai dati sulla fiducia economica da parte della Commissione Ue, attesi in leggero miglioramento dagli analisti di Intesa Sanpaolo.

L’euro è stabile contro il dollaro, con le urne spagnole che – secondo gli analisti – supportano la divisa unica visto l’avanzata meno forte del previsto della destra anti-sistema. L’euro è scambiato a 1,1157 dollari, contro 1,1151 dollari di venerdì sera. Alle 14:25 ora italiana di venerdì, era sceso a 1,1112 dollari, un minimo in 23 mesi, dopo il dato sul Pil statunitense.

Tra le materie prime, infine, l’oro è poco mosso all’avvio dei mercati. Il metallo con consegna immediata cede lo 0,1% a 1284 dollari l’oncia. Rincula il petrolio con il prezzo che resta sotto 63 dollari al bari,e nonostante gli scontri in Libia. Il Wti scambia a 62,94 dollari con un calo dello 0,57% mentre il Brent cede lo 0,5% a 71,7 dollari.



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