MILANO – Ore 11:30. Azioni senza direzione in attesa delle indicazioni sulla traiettoria di politica monetaria della Federal Reserve, dalla quale gli investitori si aspettano ancora toni da “colomba” verso i mercati in una fase di incertezze geopolitiche (da Brexit ai dazi) e di rallentamento economico. Le Banche centrali sono tornate il punto di riferimento per i listini: da Washington a Francoforte sono tornate ad assumere una posizione conciliante per contrastare i segnali di debolezza diffusi, permettendo alle azioni di recuperare i massimi dallo scorso ottobre. Dall’intervento di Jerome Powell di domani – al termine della due giorni di incontro – gli osservatori si aspettano che emerga la previsione di un solo rialzo dei tassi nel corso del 2019.

I listini europei sono in cauto rialzo. Milano conferma il progresso delle prime battute e sale dello 0,5%. In evidenza Fca, sulle rinnovate voci di interessamento da parte di Peugeot. Anche le altre girano tutte in positivo: Francoforte sale dello 0,55%, Londra dello 0,3% come Parigi.

Pausa, dopo due sedute positive, questa mattina per la Borsa di Tokyo che ha terminato gli scambi in leggero calo: l’indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto lo 0,08% (-17,65 punti) fermandosi a 21.566,85 punti e il più ampio indice Topix ha perso lo 0,21% (-3,45 punti) indicato a 1.610,23 Punti. Non ha favorito gli acquisti neppure il rialzo dello yen nei confronti di euro e dollaro. Ieri sera, Wall Street ha chiuso in rialzo con il Dow Jones a +0,25% e il Nasdaq a +0,34%.

Giornata stabile per l’euro sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,1345 dollari e a 126,25 yen. Il dollaro/yen si attesta a 111,26. Si stabilizza anche la sterlina, ieri in calo dopo che lo speaker del Parlamento britannico aveva negato alla premier Theresa May un terzo voto per l’accordo su Brexit. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile poco sotto 240 punti base.

Un anno di spread

Un anno di spread

Dall’agenda macro spiccano i dati Istat sulla bilancia commerciale italiana, con export in crescita a gennaio. Sempre l’Istituto nazionale di statistica, con Inps, Inail e Anpal, nella nota trimestrale sul mercato del lavoro ha tracciato per l’ultimo periodo del 2018 un tasso di occupazione destagionalizzato al 58,6%, stabile sul trimestre precedente e ai livelli pre-crisi. Meglio delle attese l’importante indice Zew che misura le aspettative economiche in Germania: sale a -3,6 punti a marzo dal precedente -13,4. A livello di Eurozona, si registra il -1,4% della produzione nel settore delle costruzioni a gennaio e il +2,3% annuo del costo orario del lavoro nel quarto trimestre del 2018. Cala il tasso di disoccupazione nel Regno Unito, portandosi a gennaio al 3,9% con 35mila disoccupati in meno.

Resta sopra la soglia dei 1300 dollari l’oncia il prezzo dell’oro: il metallo con consegna immediata sale dello 0,3% a 1307 dollari l’oncia. Il petrolio Wti si trova a 59 dollari al barile, il Brent sale dello 0,2% a 67,6 dollari.



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