Sei compagnie britanniche sulle dieci operanti tra Italia e Regno Unito hanno già ripresentato i loro programmi di volo, che verranno autorizzati da Enac: la mossa che mette al riparo i collegamenti con il Regno Unito anche da una eventuale Brexit senza accordo, ipotesi che il Parlamento di Londra ha però chiesto espressamente di evitare a Theresa May. E’ questa infatti la via per evitare disagi operativi in caso di divorzio – anche hard – tra Londra e Bruxelles, così come ha stabilito il regolamento Europeo da poco approvato: di fatto, si aprirebbe un periodo transitorio per salvare i collegamenti almeno fino al marzo 2020, in attesa di capire come si sistemerà complessivamente la materia ed eventualmente procedere con gli accori bilaterali. Se le compagnie saranno puntuali nel chiedere un nuovo iter autorizzativo, almeno per questa fase transitoria tutto andrà avanti come prima. Lo stesso vale per le compagnie tricolori che volano su Londra e dintorni. Se invece dovessero esserci ritardi, con l’effetto di non poter volare, i passeggeri sarebbero tutelati con rimborso in denaro e riprotezione. Ecco cosa prevede l’Enac per questa complicata partita.

Quanti passeggeri hanno volato tra Italia e Regno Unito nel corso del 2018? 
I passeggeri tra Italia e Regno Unito nel 2018 – considerando voli di linea e charter – sono stati 15.760.758.
 

Italia-Regno Unito: un legame da 112.700 voli nel corso del 2018. Ecco le compagnie che operano tra i due Paesi
Nome Nazionalità
Air Italy Italia
Air Malta Malta
Albastar Spagna
Alitalia Italia
Ba Cityflyer Regno Unito
Blue Air Romania
Blue Panorama Airlines Italia
Bmi Regional Regno Unito
British Airways Regno Unito
Cathay Pacific Hong Kong
Cityjet Irlanda
Easyjet Regno Unito
Enter Air Polonia
Ernest Airlines Italia
Europe Airpost Francia
European Air Transport Belgio
Flybe Regno Unito
Germania Fluggesellschaft Germania
Jet2 Regno Unito
Neos Italia
Norwegian Air Intl Norvegia
Ryanair Irlanda
Small Planet Airlines Germania
Thomas Cook Uk Regno Unito
Titan Airways Regno Unito
Tui Airways Regno Unito
Vueling Airlines Spagna
Wizz Air Ungheria
Wizz Air UK Regno Unito

Fonte: Enac
 
Quali sono le prevedibili ricadute operative per queste compagnie, in caso di Brexit senza accordo? 
In linea con quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 502 del 2019, che individua norme comuni per mantenere una connettività di base del trasporto aereo in relazione al recesso del Regno Unito dall’Unione, ai vettori del Regno Unito saranno consentiti i voli tra l’Italia e il Regno Unito senza limiti in termini di numero di servizi operabili e di rotte. Il citato regolamento prevede che ai vettori europei venga riconosciuta dal Regno Unito l’equivalenza dei diritti. Il regolamento verrà applicato, in caso di mancato accordo (hard brexit), a partire dalla data prevista di uscita di UK dalla UE, ovvero 12 aprile 2019 (salvo eventuale estensione). Pertanto le compagnie UE e UK non dovrebbero subire limitazioni operative per i servizi tra i due Paesi.
 
Qual è l’iter normativo previsto per mantenere l’operatività tra i due Paesi?  
Il Regolamento (UE) 502/2019, nel caso di uscita senza accordo, si applicherà al più tardi fino al 30 marzo 2020, salvo diversa evoluzione dei rapporti tra Unione europea e Regno Unito. La regolamentazione è entrata in vigore il 28 marzo 2019 e troverà applicazione a partire dalla data di uscita del Regno Unito dalla Ue. In linea con le previsioni del Regolamento 502, Enac ha già contattato i vettori britannici per informarli sulle procedure di autorizzazione dei programmi di volo secondo quanto previsto dalla normativa europea. L’Autorità dell’Aviazione Civile Inglese ha, dal canto suo, emanato linee guida per il rilascio delle autorizzazioni ai vettori Ue che opereranno sul Regno Unito.
 
Le compagnie devono dunque presentare i loro programmi di volo all’Enac. Quante si sono mosse?
L’Enac ha ricevuto, ad oggi, i programmi di 6 compagnie UK. Queste compagnie saranno autorizzate allo svolgimento dei programmi di volo in linea con il Reg (UE) 502, in caso di hard Brexit. Pertanto, tutti i programmi operativi svolti in precedenza saranno oggetto di nuovo atto autorizzativo, se richiesti dai vettori del Regno Unito.
 
Cosa può accadere a un titolare di un biglietto tra Italia e Uk dopo il 12 aprile? 
Se, come detto, il vettore UK presenterà ad Enac i programmi di volo in linea con il predetto Regolamento 502, verranno autorizzati e i servizi saranno regolari senza disagi per i passeggeri. E’ in capo al vettore britannico rispettare le citate previsioni.
 
E se non presentasse i piani e non potesse volare?
Si applica la normativa vigente a tutela dei passeggeri, trattandosi eventualmente di una negligenza del vettore.

In questo caso, dunque, si dovrebbe far riferimento alle cancellazioni di volo non dovute a circostanze straordinarie che prevede come diritto del passeggero la riprotezione su voloro alternativo con compensazione pecuniaria ed assistenza; oppure la rinuncia al volo con compensazione in denaro e riprotezione del biglietto non usato.

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