Ordinare cibo a domicilio, ma anche cercare di ridurre lo spreco alimentare. Un nuovo taglio al fenomeno del delivery arriva dall’app Regusto, che, dopo Roma e Perugia, arriva anche a Milano.

Una trentina i locali meneghini che finora hanno aderito alla rete dell’applicazione che prevede che i locali offrano a prezzi scontati i piatti che rischierebbero di essere sprecati. Ci sono poi pietanze ad hoc da proporre nei giorni e agli orari di minor affluenza, con l’effetto di ridurre lo spreco e garantire ai clienti sconti dal 20 al 50% rispetto al prezzo di vendita indicato nel menu.

Dal canto loro, gli utenti possono geolocalizzarsi e quindi andare in caccia delle offerte più vicine a loro. Una volta selezionati i cibi che si preferisce mangiare e l’ora in cui ritirarli, si può pagare con carta di credito o debito direttamente dall’app.

L’app è solo un aspetto dell’attività di Regusto, che si propone anche come piattaforma per le Pa per monitorare e digitalizzare i flussi di donazioni e il recupero di eccedenze alimentari di mense, supermercati, aziende agricole e ristoranti verso gli enti no-profit. Il Comune di Narni, in provincia di Terni, è stato il primo a sperimentare e credere nella piattaforma Regusto, che utilizza da circa un anno, per destinare le eccedenze alimentari ai più bisognosi.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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