MILANO – La lettera che il governo deve inviare entro questa sera in risposta alla missiva inviata da Bruxelles mercoledì diventa un caso. L’ultimo colpo di scena arriva dal Mef, che smentisce le anticipazioni diffuse nel pomeriggio da tutte le agenzie di stampa. Il ministero dell’Economia, spiegano fonti del Tesoro, “smentisce nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara a inviare alla commissione Ue. Tali contenuti non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles”.

Le anticipazioni

Meno spese in tema di welfare, con quota 100 e reddito di cittadinanza tra i principali indiziati, e no alla flat tax in deficit. Erano questi alcuni dei passaggi più rilevanti della lettera, poi smentita dal Tesoro.  “Dal lato della spesa, il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”, si leggeva in uno dei passaggi più contestati, al punto che anche il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro si era affrettato a prendere le distanze. “Il M5s non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100”, aveva detto Di Maio. Lo stesso Di Maio poi ha aggiunto: “Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la lega insieme al presidente conte e allo stesso tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a bruxelles!”.

Garavaglia: “Risorse da reddito per ridurre pendenze con la Ue”

Intanto il vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia ha ribadito che i risparmi derivanti dal minore utilizzo dei fondi per il reddito di cittadinanza, stimati in circa un miliardo, rappresentano “una copertura da maneggiare con cura” e che “l’intenzione del governo è di utilizzare eventuali risparmi per ridurre le pendenze che abbiamo con l’Europa”.

La precisazione da parte del rappresentante del ministero dell’economia è giunta nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, dove sono state tra l’altro respinte proposte di modifica al dl crescita finalizzate a concedere bonus sui prodotti per l’infanzia. “Dobbiamo rispondere correttamente alla lettera della commissione – ha ricordato Garavaglia – come ha detto il ministro le minori spese e le maggiori entrate hanno come priorità questa finalità”.
 

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