ALCUNI video non piacciono a Pechino. Così l’app cinese per ascolescenti lanciata nel 2017 taglia fuori i contenuti sgraditi, come quelli che riguardano Tienanmen, l’indipendenza del Tibet o il gruppo religioso Falun Gong “bannato” perché “promuove il suicidio”. Lo rivela il Guardian diffondendo alcune delle linee guida interne su cui si basa la moderazione della piattaforma video della ByteDance. L’app permette di condividere clip brevi, di pochi secondi, che la maggior parte degli iscritti sfruttano per veicolare contenuti leggeri e divertenti.

Secondo le indiscrezioni, venute alla luce dopo le proteste di Hong Kong e l’attenzione che hanno sollevato sull’uso dei social da parte dei governi per tenerle sotto controllo, TikTok prevede due tipologie di ”bando” per i video postati dagli utenti (2,4 milioni in Italia, quasi un miliardo nel mondo e soprattutto teenager): quelli bollati come “violazione” che vengono eliminati e altri considerati a rischio e catalogati come ”non visibili”, quindi sospesi. Il manuale di istruzioni per la moderazione dei video, stando al quotidiano britannico, fornisce definizioni dettagliate su come catalogare i contenuti ritenuti inappropriati perché criticano il regme socialista cinese o rappresentano una distorsione dei fatti storici del Paese, oltre a elencare una serie di controversie religiose escluse dalla policy.

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Il bando riguarda anche alcune figure politiche di spicco, in qualità di “leader stranieri o figure sensibili”: tra loro Kim Jong-il, Kim Il-sung, Gandhi, Vladimir Putin, Donald Trump, Barack Obama, Kim Jong-un, Shinzo Abe, Park Geun-Hee, Joko Widodo e Narendra Modi. Grande assente nella lista il presidente cinese, Xi Jinping.

Per quanto riguarda la pedopornografia, le linee guida suddividono gli utenti più giovani in 4 categorie: bambini con meno di un anno, di 1-8 anni, adolescenti e minorenni, senza chiarire se le politiche adottate per gli under 18 sono le stesse applicate ai maggiorenni. ByteDance, sostiene il Guardian, ha risposto che si tratta di una versione della policy non aggiornata, che sarebbe stata modificata dopo maggio. Regole insomma riviste e corrette dopo i fatti di Hong Kong, e di pari passo con la crescita dell’app che nella prima metà del 2018 è risultata la più scaricata tra gli under 25.


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Carlo Verdelli
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