Il lettore sta mettendo assieme cose diverse. E’ utile quindi fare chiarezza. La novità di cui abbiamo scritto di recente è che ci sono costi ridotti di cambio operatore che si applicano a tutti gli utenti (per disdetta da gennaio 2019 in poi), eliminando la maxi rata finale per smartphone o altri apparati (ossia si può continuare a pagarli a rate), riduzione del rimborso sconti e taglio dei costi base di disdetta su linea fissa.

Il comunicato riguarda invece un fatto particolare, ossia il diritto alla disdetta senza costi per il rifiuto del cambio di tariffazione (da 28 giorni a mensile). Una vicenda ancora in corso, in realtà, perché si attende a luglio la sentenza del Consiglio di Stato che dirà se gli utenti hanno diritto al rimborso dei giorni persi ai tempi dei 28 giorni. Il punto di Agcom, a febbraio, era il seguente: poiché il ritorno alla tariffa mensile, per quanto imposto dalle norme agli operatori, è pur sempre un cambio contrattuale, l’utente ha diritto alla disdetta senza costi.

In particolare significa:
“deve essere garantito il diritto di recedere o di passare ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione, anche in caso di recesso da contratti con offerte promozionali; – l’eventuale esercizio del diritto di recesso dal contratto comporta il venir meno di obblighi di pagamento di canoni previsti per modem o decoder forniti dall’operatore, nonché di ulteriori oneri relativi a costi di attivazione; ai fini dell’esercizio del diritto di recesso devono poter essere impiegate tutte le medesime forme utilizzabili al momento dell’attivazione o dell’adesione al contratto”.

Sono principi che si applicano non solo a questo caso ma a tutti quelli di “rimodulazione”, ossia cambio contrattuale imposto dagli operatori agli utenti. Nota bene: Agcom non può dire agli operatori di “regalare” il router o lo smartphone, ma solo di non farne più pagare il canone (la rata per l’acquisto del prodotto resta quindi in piedi).

Il terzo principio – la possibilità di disdire con la stessa facilità con cui si è attivata l’offerta – varrebbe in realtà in tutti i casi (per via della legge sulla concorrenza), ma ancora non è rispettata in toto dagli operatori (tv e telefonici).

Insomma, in caso di disdetta “normale” le nuove regole permettono di disdire a costi più bassi. In caso di disdetta per rimodulazione, le norme (non nuove, ma ormai consolidate) consentono di disdire senza costi, salvo l’obbligo a continuare a pagare le rate per lo smartphone incluso con il contratto.
 

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