MILANO – Non ci sono al mondo ‘formichine’ come le famiglie italiane, che hanno un patrimonio – poggiato per più della metà sul mattone – che supera di oltre otto volte il reddito medio disponibile. Ma il divario rispetto ai principali Paesi del mondo si sta riducendo e se la ricchezza accumulata dai nuclei tricolori è tanta, si deve (anche) al fatto che da vent’anni gli stipendi sono stagnanti.

Una nuova pubblicazione congiunta di Istat e Banca d’Italia dice che alla fine del 2017 la ricchezza netta delle famiglie (ovvero le attività non finanziarie come le case, quelle finanziarie come i depositi e gli investimenti in azioni meno i debiti) è risalita a 9.743 miliardi di euro, aumentando dell’1 per cento rispetto al 2016 grazie al supporto registrato nella parte finanziaria.

Nel portafoglio immaginario degli italiani, le attività reali (6.295 miliardi di euro) alla fine del 2017 rappresentavano il 59% della ricchezza lorda (totale delle attività) e le attività finanziarie (4.374 miliardi di euro) il restante 41%, a fronte di 926 miliardi di prestiti da rimborsare.

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Le sole abitazioni ‘valgono’ 5.246 miliardi di euro: soltanto il mattone pesa per la metà della ricchezza lorda degli italiani. Ma è un dato in calo: la tendenza alla discesa dei prezzi delle case, sottolineano i ricercatori, che dura ormai dal 2012 “ha determinato una riduzione del valore medio delle abitazioni e la conseguente contrazione del valore della ricchezza abitativa”.

Dal lato finanziario, il risparmio gestito (quote di fondi comuni, riserve tecniche assicurative e fondi pensione) è stato pari al 14% della ricchezza lorda, seguito dai depositi (13%) e dalle azioni e partecipazioni (10%).

Se si guarda al rapporto tra ricchezza e reddito, si scopre che la prima è stata 8,4 volte superiore al secondo. Riprendendo i dati Ocse, per Istat e Bankitalia si tratta di un rapporto più alto di quello relativo alle famiglie francesi, inglesi e canadesi (intorno a 8), “anche se nel periodo il divario si è notevolmente ridotto. Negli ultimi anni l’indicatore è gradualmente sceso dal picco raggiunto nel 2013, con un andamento opposto a quello osservato per gli altri paesi”. Per altro, dicono gli studiosi, “il livello elevato di quest’indicatore nel confronto internazionale è amplificato dal ristagno ventennale dei redditi delle famiglie italiane. Se misurata in rapporto alla popolazione, in Italia la ricchezza netta familiare è risultata superiore agli altri paesi nel 2008 e nel 2009; negli anni successivi essa si è mantenuta su valori stabili, mentre negli altri paesi è aumentata. Alla fine del 2017 il valore della ricchezza pro capite delle famiglie italiane si è collocato leggermente al di sopra di quello delle famiglie tedesche”.

Italiani formichine: cresce la ricchezza, nonostante gli stipendi al palo

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