MILANO – Chi ha chiesto e ottenuto il bonus baby sitter lo deve consumare entro la fine dell’anno. Diversamente, il bonus sarà revocato e alla mamma verrà riattribuito il congedo parentale che aveva ‘barattato’ per la prestazione in denaro.

Lo precisa un messaggio dell’Inps pubblicato oggi. Come noto, l’ultima Manovra non ha prorogato la norma che consentiva alle mamme di cedere parte della propria maternità in cambio di un bonus dal valore fino a 600 euro mensili, per un massimo di sei mesi (quelli previsti per il congedo parentale facoltativo), da usare per pagare la baby sitter o l’asilo nido. La norma era stata introdotta per il 2013-2015 e poi prorogagta prorogata per un successivo biennio come incentivo al reinserimento lavorativo ma soprattutto per aiutare quelle situazioni di difficoltà nelle quali il ritorno al lavoro è una scelta obbligata più che un’opzione a tutela della carriera. Ma dall’inizio di quest’anno il beneficio è stato soppresso e di conseguenza è stato decretato lo stop alle domande.

Ora, l’Istituto chiarisce cosa devono fare le madri che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2018: in poche parole, ‘consumare’ il loro bonus entro la fine del 2019. “Le madri beneficiarie potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse in procedura entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia”, dice l’Inps. Anche le domande che sono ancora in fase istruttoria dovranno rispettare la stessa scadenza; “in ogni caso – dice ancora il messaggio – non è possibile lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019”.

E se qualcuna si ritrovasse con mesi interi ‘avanzati’ a fine anno? “Saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale”, chiarisce l’Istituto. Che riporta anche un esempio: “Nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell’importo di 600 euro, che determina l’impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione”.

Per quanto riguarda il contributo per gli asili nido, il termine sarà ancora più stretto: “Potrà essere fruito fino alla data del 31 luglio 2019, termine oltre il quale non saranno prese in considerazioni le richieste di pagamento inviate dagli asili nido per periodi di fruizione dei servizi per l’infanzia successivi a tale termine”. Anche in questo caso, “gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale”.

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