ROMA – Lavorare in un ambiente di lavoro sereno, competitivo, ma senza per questo essere stressante è già una garanzia. E non solo per la salute dei singoli ma anche per la produttività.

Greate palece to work ogni anno stila la classifica delle aziende dove questa filososfia si è tramutata in realtà. E delle 136 candidate, solo 50 sono entrate nell’ambita classifica dei Best Workplace: luoghi di lavoro in cui, rispetto alla media italiana, è valorizzato il welfare (+54%), si lavora più serenamente (+47%) e i manager sono visti come corretti ed etici (+46%). E in Italia, tra grandi multinazionali e medie imprese, sono 50 le aziende che hanno superato l’esame. Prima tra le grandi c’è Hilton, ma non mancano novità soprattutto nelle piccole, come Casavo, start up milanese che da qualche anno s’è lanciata nell’immobiliare. O AbbVie, dove la presenza femminile è altissima, pari al 42% dei dirigenti e dove le donne rappresentano il il 35% dei dirigenti e il 53% dei quadri, numeri altisasimi per l’Italia.

Ambienti di lavoro i 50 premiati, che favoriscono l’equilibrio fra lavoro e vita privata e premiano con una promozione chi lo merita davvero, in cui i manager agiscono in modo onesto secondo una solida etica nella loro attività aziendale, dove poter anche usufruire di particolari benefit. Un prestigioso premio di livello internazionale e dal riconosciuto valore etico, reso ancor più importante dal fatto che è concretamente l’unico al mondo in cui sono proprio i lavoratori a giudicare in maniera autonoma e indipendente i propri datori di lavoro. L’indicatore utilizzato per stilare la classifica è il “Trust Index©“, l’indice sintetico determinato dalla media delle percentuali di risposte favorevoli di tutte le domande del questionario che viene utilizzato per raccogliere i feedback dei dipendenti. 

Si scopre così che gli aspetti che stanno più a cuore ai lavoratori sono soprattutto i temi legati al benessere personale a farla da padrone: nei Best Workplace, infatti, i feedback positivi sono più alti per quanto concerne la serenità delle ore passate in ufficio (76%, contro il 47% delle non certificate), la sensazione di lavorare in un ambiente familiare (81% vs 51%), la possibilità di vivere la giornata insieme ai colleghi con il sorriso sulle labbra (78% vs 49%) e di riscontrare nella quotidianità un buon equilibrio fra vita lavorativa e personale (75% vs 46%). Ma non è tutto, nelle aziende in cui si vive in maniera eccellente le persone dimostrano ogni giorno di essere molto più attente le une verso le altre (78% vs 49%) e sono guidate da datori di lavoro che offrono benefit particolari (78% vs 43%) e riconoscimenti speciali sulla base delle performance lavorative (67% vs 37%).

Ma un clima favorevole all’interno dell’azienda permette anche di far crescere il proprio business? “Le aziende che investono sullo sviluppo della cultura organizzativa, riuscendo a motivare al meglio i propri collaboratori, creano un sistema positivo virtuoso, che permette un concreto ritorno anche sul business – sottolinea Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Plece to Work Italia – Le imprese che comprendono questo meccanismo, come le Best Companies della nostra classifica, vedono migliorare non solo i rapporti tra colleghi, ma anche tra i lavoratori e i datori di lavoro, e i benefici sono molteplici: migliora il clima interno, cala il turnover, aumenta l’appetibilità dell’azienda da parte dei candidati e migliorano anche gli indicatori finanziari”.


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