MILANO – Il programma di governo di Pd e M5s prevede una “revisione” delle concessioni autostradali e non una “revoca” dell’accordo che lega Autostrade per l’Italia (società controllata da Atlantia, holding della famiglia Benetton) alla rete viaria. La neo ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, lo chiarisce nero su bianco intervistata dalla Stampa e la precisazione risuona nelle sale operative, dove i titoli della società infrastrutturale (che custodisce anche la partecipazione negli Aeroporti di Roma) svettano a fronte di un listino debole.

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Il cambio di passo rispetto alle bordate che arrivavano con l’esecutivo precedente, quando sulla scrivania del Mit c’era Danilo Toninelli, è sensibile e conferma l’impostazione positiva verso Atlantia delle ultime giornate. Non a caso, il titolo è salito di quasi il 12% nelle ultime 5 sedute, mentre si andava formando il nuovo esecutivo, ritornando sopra i valori (24,88 euro) della chiusura del 13 agosto 2018, giorno antecedente il crollo del Ponte Morandi.

Dalla revoca alla revisione delle concessioni: Atlantia svetta in Borsa

Alla domanda se ci sarà una revoca della concessione ad Autostrade, come prometteva il M5s, De Micheli risponde infatti: “Nel programma di governo c’è una parola precisa e molto diversa: revisione. Dobbiamo rafforzare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti”. In generale, il messaggio di base è che le infrastrutture devono tornare a marciare: “Di ostacoli politici ai cantieri qui non ce ne saranno più”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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