MILANO – Si chiude il lavoro nelle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera sugli emendamenti al cosiddetto “decretone”, il testo che contiene tra le altre cose il reddito di cittadinanza e gli interventi sulla previdenza con Quota 100. Nella notte tra venerdì e sabato, le commissioni hanno dato mandato al relatore per portare il provvedimento in Aula lunedì mattina, nei tempi previsti. Viste le modifiche avvenute rispetto al testo arrivato dal Senato, il decreto dovrà poi tornare alla camera alta per la seconda lettura e per essere approvato in via definitiva entro il 29 marzo.

I lavori delle commissioni sono andati avanti a singhiozzo nelle ultime giornate, tra problemi tecnici di bollinatura degli emendamenti e, come denunciano le opposizioni, un tira e molla continuo tra i due azionisti di maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle, che “non sono d’accordo su niente”. Scontata, per le opposizioni, a questo punto la richiesta della fiducia per permettere la volata elettorale in Basilicata.

Nelle ultime sedute, gli emendamenti hanno in primis recepito l’intesa tra governo e Regioni sulla gestione dei navigator. Dovevano in teoria esser 6mila assunti (come collaboratori per 2 anni) da Anpal Servizi, quindi a livello centrale, per accompagnare nel percorso di ricerca del lavoro i beneficiari. Si era scatenato un braccio di ferro con gli enti territoriali, che costituzionalmente hanno la gestione delle politiche attive. Alla fine il compromesso: saranno 3mila quelli assunti centralmente come collaboratori e forniranno “assistenza tecnica” ai Centri per l’impiego delle Regioni. Tra queste ultime saranno spartite le risorse “avanzate”: potranno sfruttare un piano straordinario di assunzioni nei Centri per l’impiego, a decorrere dal 2020, fino a complessive 3.000 unità di personale, e a decorrere dal 2021 ulteriori 4.600 unità inclusa la stabilizzazione delle unità. A questo fine sono stanziati 120 milioni per il 2020 e 304 milioni annui dal 2021.

Se da una parte è stato risolto il problema della reggenza dell’Inps, con il tandem Tridico-Morrone a interrompere una vacanza che iniziava a dare problemi di operatività, bisogna formalizzare il ruolo di vicepresidente per Inps e Inail, da introdurre dopo l’accordo trovato all’ultimo sul ticket. Tra le novità, la pensione di cittadinanza potrà essere pagata come tutte le altre, anche in contanti negli uffici postali o in banca, e non solo sulla card del reddito.

Tra le ultime proposte entrate, l’apertura delle offerte di lavoro dei centri per l’impiego anche ai cosiddetti working poor: anche chi ha un lavoro, ma pagato pochissimo, sarà infatti considerato disoccupato e potrà quindi entrare nel patto per il lavoro previsto nel programma del reddito di cittadinanza e ricevere le cosiddette ‘offerte congrue’. Ha fatto molto discutere l’aiuto alle famiglie con disabili, che alla prova dei fatti si è rivelato “mini” nonostante la Lega avesse in passato promesso le barricate pur di spuntare 400 milioni per la casa. Alla fine saranno circa 13 milioni, 17 a regime, le risorse destinate ad alzare le soglie dei requisiti patrimoniali e rivede la scala di equivalenza, consentendo, in particolare ai nuclei numerosi, di ricevere 50 euro in più al mese (con il sussidio che passa da massimo 1.330 euro a massimo 1.380 euro).

Tra le proposte di governo e relatrici (Elena Murelli e Dalila Nesci) c’era anche una sorta di ‘auditel’ per la valutazione del reddito di cittadinanza. Un campione di famiglie sarà sottoposto a test per verificare come funziona la misura, ottenendo in cambio l’esenzione dagli obblighi legati al reddito, tranne quello di dare disponibilità al lavoro e accettare offerte congrue.

Sempre dall’esecutivo e dalle relatrici sono arrivate le strette per escludere dal sussidio i ‘finti’ genitori single. Una previsione che però andrà a impattare su tutte le coppie di genitori non sposate e non conviventi, che dovranno presentare l’Isee congiunta, anche magari quando uno dei due non si occupa, almeno dal punto di vista economico, dei figli minori. Per questo, è stato garantito che ci saranno sei mesi di tempo per la presentazione di documentazione ulteriore emersa durante la conversione del decreto.

Sempre sul fronte delle strette contro i furbi sono arrivate le proposte di aumentare gli ispettori sul campo: 100 finanzieri aggiuntivi e di 65 carabinieri per coprire la mole di lavoro aggiuntivo. E’ poi prevista la sospensione del beneficio (compresa la pensione di cittadinanza) non solo per condanne definitive, ma anche in caso si sia indagati o imputati. Nuova stretta sugli stranieri: non si potranno richiedere reddito e pensione di cittadinanza se si posseggono immobili del valore superiore a 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.



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