MILANO – Delfin, la finanziaria attraverso cui Leonardo Del Vecchio controlla il 32,5% del colosso dell’occhialeria Essilor Luxottica, risponde al fuoco francese. In seguito al consiglio sulla gonvernance che si è tenuto lunedì 18 a Parigi, Delfin annuncia di essere pronta ad adire le vie legali contro i rappresentanti di Essilor, per una presunta violazione degli accordi. Secondo Del Vecchio, non solo la componente italiana non ha intenzione di prendere il controllo della società, ma al contrario si vede privare – nonostante la sua quota di maggioranza relativa – del diritto di esercitare i suoi poteri di co-controllo.
 
Delfin ha identificato alcuni comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che “meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Consiglio, poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede richiesto dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin”, come a dire che non è Del Vecchio che ha violato il contratto, ma è il vice presidente di EssilorLuxottica Hubert Sagnières, ad averlo fatto.

Del Vecchio, che del gruppo è presidente con le stesse deleghe di Sagnières, ricorda di avere “investito in EssilorLuxottica il risultato di un’intera vita lavorativa” e di restare “convinto dell’enorme valore industriale del progetto di integrazione, tanto da aver accettato una limitazione al 31% dei suoi diritti di voto e, per un periodo iniziale che termina nella privmavera del 2021, anche pari poteri e pari rappresentanza nel cda per Delfin e Essilor”.

Il periodo iniziale, che scadrà con l’approvazione del bilancio 2020, sarebbe dovuto servire a “favorire un graduale processo di integrazione delle culture, dei valori e delle due organizzazioni aziendali” e invece è diventato una guerra di trincea italo-francese. Delfin respinge le accuse di una “prise de controle” (presa di controllo “rampante” o de facto), precisando che i rappresentanti di Essilor hanno “deliberatamente impedito a Delfin anche di rivendicare la sua quota paritaria” violando il principio degli “uguali poteri”. Per questo la finanziaria si “riserva di intraprendere tutte le azioni che riterrà necessarie o appropriate per proteggere il suo interesse, quello di EssilorLuxottica e di tutti i suoi stakeholder”.

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