MILANO – Pochi, se rapportati alla media europea, e mal distribuiti sul territorio nazionale. E’ la fotografia della presenza di dipendenti pubblici in Italia offerta dal Centro studi ImpresaLavoro su elaborazione di dati Istat, Eurostat e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“In rapporto al totale degli occupati, i 3 milioni e 219mila dipendenti pubblici italiani non si distribuiscono in modo omogeneo sul territorio nazionale, nemmeno rispetto al numero dei residenti”, dice il rapporto. “Contrariamente a quello che si potrebbe pensare e sempre con riferimento al totale degli occupati, risultano però inferiori a quelli della maggior parte delle altre economie europee”. Sul totale degli occupati, lavoratori e lavoratrici della Pa incidono per il 14%: quarto valore più basso in Europa, dietro Spagna (15%), Regno Unito (16%) e Francia (22%) e ben lontano dai Paesi del Nord. Tra i grandi, la Germania (10%) è alle nostre spalle.

Come si diceva, ci sono disomogeneità sul territorio. Più di un occupato su cinque è dipendente pubblico in Valle d’Aosta (21,6%), Calabria (21,4%) e Sicilia (20%). “In cima a questa classifica compaiono principalmente le regioni del Mezzogiorno, con un’incidenza dell’impiego pubblico di gran lunga superiore alla media nazionale (14%)”, annotano da ImpresaLavoro. “In coda alla classifica troviamo invece Veneto (10,5%), Emilia-Romagna (11,6%) e Piemonte (11,9%). Va poi sottolineato come il 9,3% della Lombardia nel numero dei dipendenti pubblici in rapporto agli occupati sia addirittura inferiore al 10% registrato in Germania”.

Se si cambia il rapporto e si pesano i dipendenti pubblici sulla popolazione, si ottiene ancora un’altra mappa: “A fronte di una media italiana del 5,3%, le regioni con la maggior concentrazione di dipendenti pubblici rispetto alla popolazione residente sono infatti quelle a Statuto speciale. A guidare la classifica è infatti la Valle d’Aosta (11.826 dipendenti, pari al 9,3% dei residenti) davanti a Trentino Alto Adige (82.090 dipendenti, 7,7%), Friuli Venezia Giulia (83.413 dipendenti, 6,8%) e Sardegna (109.123 dipendenti, 6,6%). L’unica eccezione in tal senso è costituita dal terzo posto del Lazio, regione che però sconta l’elevato numero di sedi istituzionali presenti a Roma (407.141 dipendenti, 6,9%). In fondo a questa particolare classifica si collocano invece regioni più popolate ed economicamente più sviluppate come Lombardia (410.923 dipendenti, 4,1%) e Veneto (223.336 dipendenti, 4,6%). Al di sotto della media nazionale troviamo anche Campania (282.048 dipendenti, 4,8%), Piemonte (216.810 dipendenti, 4,9%), Puglia (205.885 dipendenti, 5,1%) ed Emilia Romagna (228.306 dipendenti, 5,1%)”.



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml