MILANO – Dopo il pacchetto famiglia e la proposta di riaprire i termini per la pace fiscale, tra le modifiche avanzate al decreto Crescita trova spazio anche un emendamento della Lega che dimezza l’Iva (dal 9% al 4,5%) sull’acquisto di case non di lusso da ristrutturare con interventi di carattere straordinario o da affittare nell’arco di 30 mesi, purché non a componenti del proprio nucleo familiare.

La proposta della Lega contenuta in un emendamento al decreto Crescita riconosce all’acquirente anche la detrazione al 19% sui mutui, come se fosse sempre prima casa, e “la facoltà di beneficiare di tutte le detrazioni riconosciute per legge e relative all’immobile acquistato, in 5 quote annuali costanti e di pari importo, anziché in 10”.

In tema bancario, sempre il Carroccio chiede di alzare da 8 a 30 miliardi il tetto di attivi sotto cui rendere obbligatoria la trasformazione delle banche popolari in Spa (ormai restano soltanto Pop Sondrio e Bari). In un secondo emendamento, sempre Lega, si permette invece alle banche interessate da operazioni di aggregazione di trasformare in credito d’imposta per il loro intero ammontare le attività fiscali differite (le cosiddette DTA). La norma riguarda le operazioni realizzate entro il 31 dicembre 2020 e che diano vita ad una banca con oltre 30 miliardi di attivi di bilancio.

Al M5s fa capo invece un nuovo tentativo, dopo quelli falliti nella legge di Bilancio e nel decreto Semplificazioni, di riproporre lo stop alle maxicatene di farmacie. Un emendamento a prima firma Trizzino propone che le società di capitali possano controllare “non più del 5 per cento delle farmacie esistenti nel territorio di un medesimo comune e comunque non più del 10 per cento delle stesse su base nazionale”. La norma è da considerarsi in un certo senso retroattiva: “La disposizione – si legge nell’emendamento – trova applicazione anche nei confronti delle società di capitali e delle società cooperative a responsabilità limitata, costituite anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione. I soggetti di cui ai precedenti due periodi sono tenuti ad adeguarsi alle modifiche apportate dal presente comma entro trentasei mesi dalla suddetta data, qualora a tale data essi controllino un numero di farmacie eccedente il limite di cui al primo periodo”.

Sempre nel dl Crescita rientra la proposta grillina di un bonus fiscale alle imprese agricole per l’impianto di sistemi di allontanamento dei cinghiali. “Al fine di prevenire e limitare i danni causati dalla fauna selvatica, – si legge – alle imprese agricole esistenti alla data del 1 gennaio 2019, è riconosciuto, per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un credito di imposta nella misura del 50 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di sistemi ecologici di esclusione e deterrenza fino ad un massimo di 30.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo pari a 5 milioni per l’anno 2020”.

 

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