Una nuova frontiera di truffe telefoniche. E molto più pericolosa delle precedenti, perché si basa sul rapporto di fiducia tra i cittadini e le associazioni di consumatori, nello specifico l’Unione Nazionale Consumatori (Unc). In queste settimane l’associazione ha infatti ricevuto oltre cinquanta segnalazioni di persone che sono state chiamate da falsi consulenti di Unc. Lo scopo era quello di convincerle a cambiare operatore di telefonia.

La nuova strategia di attacco si compone di due telefonate, in alcuni casi a poche ore di distanza l’una dall’altra. Nella prima l’addetto del call center si finge un operatore della nostra compagnia telefonica e ci spiega che sta per applicarci un rincaro unilaterale in bolletta per imprecisate ragioni amministrative. Ma subito dopo, ecco che ci getta l’àncora di salvezza: nel caso in cui non volessimo accettare questo rincaro, verremo contattati da un consulente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ci illustrerà le tariffe più convenienti sul mercato e ci aiuterà a disdire l’attuale utenza.

Dopo alcuni giorni – ma come detto, possono essere anche poche ore – arriva così la telefonata del sedicente esperto dell’Unc, che ci indirizzerà verso una compagnia telefonica molto più a buon mercato. Naturalmente, il consiglio non è disinteressato: dipende dalla compagnia che ha fornito la commessa a quel call center.

Ma come recita un proverbio, chi la fa l’aspetti. È capitato, così, che un finto consulente di Unc telefonasse proprio al presidente della stessa associazione, Massimiliano Dona. “Insospettito – spiega Dona in un articolo – faccio fare alcune verifiche ai nostri sportelli Unc su tutto il territorio e scopro che il mio  caso non è per niente isolato”. L’associazione ha subito presentato un esposto all’Antitrust perché apra un’indagine.

“Non penso che si tratti di iniziative suggerite direttamente dalle compagnie telefoniche – spiega Dona a Repubblica – in genere sono i call center ad architettare queste strategie perché hanno tutto l’interesse: fare più contratti possibile”.

Ma tra le segnalazioni raccolte ce n’è una ancora più inquietante, che lascia pensare a un rapporto diretto tra operatori e call-center truffaldini: quella di un utente Vodafone che ha telefonato al servizio clienti per lamentare problemi di connessione a internet e, pochi giorni più tardi, è stato ricontattato dal fantomatico consulente di Unc che gli suggeriva di passare a Fastweb.

Le spiegazioni possono essere due, spiega ancora il presidente di Unc: o si tratta di un call center plurimandatario, che lavora cioè per più compagnie telefoniche; oppure è stato fatto un lavoro di ricerca a monte. “Non dimentichiamoci che quando segnaliamo al nostro operatore un problema su Facebook, quella comunicazione può essere letta da chiunque, anche da chi ha interesse a farci cambiare gestore”. Anziché telefonare a mille persone a caso, dunque, ci sono società che prima raccolgono informazioni sugli utenti che si stanno trovando male con il proprio gestore, e sulla base di questi dati propongono un’alternativa. Con possibilità di successo molto più ampie.

Nel frattempo, i consumatori sono ancora in attesa che entri in vigore la riforma del Registro delle opposizioni, che consentirà di inserire nell’elenco anche i numeri mobili e quelli di telefonia fissa (compresi gli indirizzi postali) non presenti negli elenchi pubblici.



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