MILANO – Eccoli finalmente i primi bandi del Demanio per la vendita di immobili pubblici, passo concreto del piano del Tesoro che era stato inserito nei documenti di finanza pubblica ed è stato sbloccato soltanto pochi giorni fa, con la pubblicazione del decreto ad hoc del Mef. Sono 93 gli immobili ad andare sul mercato per primi, attraverso tre offerte ai potenziali investitori: si tratta di operazioni da 145 milioni di euro di base d’asta nell’ambito di un programma che complessivamente dovrebbe mobilitare 1,2 miliardi.

Dai magazzini del sale di Chioggia al Convento vicentino: i beni del Demanio in vendita

L’Agenzia ha selezionato per questa prima uscita pubblica immobili già appetibili per il mercato, “asset – spiega lo stesso Demanio – già dotati di destinazioni d’uso adeguate e compatibili con percorsi di sviluppo immobiliare, su cui è possibile investire da subito, una volta concluse le procedure d’acquisto”. Le strutture vanno dal Nord al Sud, le tipologie di beni sono differenti e comprendono edifici residenziali, commerciali, ex caserme, ex conventi, ex carceri, terreni, immobili storici e strutture industriali.

Ad esempio, “tra le opportunità di investimento ci sono diverse ex caserme a Trieste e Tarvisio (Udine) in Friuli Venezia Giulia, in Veneto a Venezia, vicino al Ponte di Rialto, un ex convento con cortili e sale affrescate, in Piemonte palazzi ed ex caserme nel centro di Novara, una villa vista mare in Liguria e in Lombardia aree industriali, appartamenti e un loft sui Navigli a Milano. In Emilia Romagna ci sono palazzi storici a Piacenza e Bologna, in Toscana una splendida villa antica nelle campagne di Firenze e locali commerciali a Piazza del Campo a Siena. Ci sono opportunità suggestive come le case cantoniere proposte in Umbria, un complesso immobiliare nel centro storico di Ascoli Piceno nelle Marche e l’ex convento nel centro di Sulmona in Abruzzo. Nei bandi compare anche un complesso industriale dismesso in Molise, nel Lazio un bell’appartamento in zona centrale a Roma e in Campania, a Caserta, un’ex caserma immersa nel verde. In vendita anche un faro sulla costa ionica della Calabria e terreni edificabili in Sicilia”.

L’Agenzia del Demaio lavora al piano da inizio anno, in attesa di avere i testi di legge per passare alla fase operativa. Questi primi immobili sono parte del ‘pacchetto forte’ di privatizzazioni sotto la regia dell’Agenzia. Per centrare l’obiettivo di 1,3 miliardi, infatti, il Tesoro si muove su più tavoli. Al Demanio è affidata la vendita di 420 immobili, per altrettanti milioni di euro di valore stimato, di grande valore. A questi si aggiungono altre 1.200 operazioni, beni di minor valore (38 milioni di euro complessivi), che già da inizio anno sono in vendita attraverso i bandi regionali.

Fuori dal perimetro dell’Agenzia, il Tesoro fa poi affidamento alle alienazioni di beni della Difesa (per 160 milioni di euro) e per 610 milioni ai fondi e alle vendite dirette di Invimit.

 Tornando ai primi tre bandi del Demanio, le tre offerte hanno scadenze differenziate: il prossimo 15 ottobre sarà la volta dei primi 50 beni, poi c’è un termine più lungo, fissato invece al 15 novembre, per 37 asset più impegnativi dal punto di vista progettuale, “in modo da garantire agli interessati un tempo congruo per effettuare due diligence e definire progetti di sviluppo immobiliare. Il terzo bando, anch’esso con scadenza al 15 novembre, riguarda 6 beni per i quali è possibile presentare sia un’offerta unitaria per più lotti, sia offerte per singoli lotti”. Grazie all’accordo con i notai, le aste saranno telematiche attraverso la Rete Aste Notarili (RAN) del Consiglio Nazionale del Notariato: sono fissate nei giorni immediatamente successivi alla scadenza del bando.

“Collegandosi alla piattaforma dagli studi notarili su tutto il territorio italiano è possibile partecipare alle aste via web, con rilanci da parte dei partecipanti anche a centinaia di km dall’immobile, abbattendo le barriere territoriali con la garanzia e sicurezza notarile (informazioni su https://www.notariato.it/ran) – spiega ancora l’Agenzia – Nel disciplinare d’asta sono anche elencate le opportunità di finanziamento che possono essere attivate dagli aggiudicatari”, come quelle con Invitalia e Istituto per il Credito Sportivo.

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