ROMA – La messa a terra dei 737 MAX in tutto il mondo potrebbe scatenare una serie di reazioni negative nel settore aeronautico. Boeing, caduto anche l’ultimo muro degli Stati Uniti che nella serata di ieri hanno deciso di sospendere i voli dell’aereo, si trova di fronte ad un bivio: il MAX è il velivolo che avrebbe dovuto mettere all’angolo i rivali europei di Airbus mentre i due incidenti in cinque mesi hanno messo a rischio i conti del colosso aerospaziale.

Infatti quasi l’80% degli ordini complessivi attesi erano concentrati sul 737 MAX e le circa 600 consegne previste a fine 2019 avrebbero dovuto portare in cassa circa 30 miliardi di dollari, su 300 miliardi totali stimati per le oltre 5mila richieste. Le prime marce indietro sono arrivate da Indonesia, Kenya e probabilmente Etiopia, i tre Paesi maggiormente colpiti dalle due tragedie di ottobre e di domenica scorsa per il conto delle vittime.

Adesso anche le altre compagnie che hanno ordini del MAX chiedono tempo per ripensare le proprie strategie. La stessa Air Italy, la ex Meridiana che ha come azionista di riferimento Qatar, avrebbe bloccato anche le rimanenti 17 macchine in arrivo nei prossimi mesi. Due sono pronte da settimane e dovevano entrare in flotta a gennaio e febbraio scorsi, ma restano stranamente confinate negli Usa, nei parcheggi di Boeing. La stessa Air Italy, oggi, ha annunciato di aver sostituito uno dei MAX a terra, con un Airbus A319 (aereo più piccolo e con consumi più alti) tappando al momento l’assenza di uno dei tre 737 bloccati dall’Enac.

Questi eventi, potrebbero scatenare un “effetto farfalla” che finirà per colpire anche le tariffe aeree nei prossimi mesi. Le compagnie, infatti, saranno costrette a noleggiare dai lessors (le società che acquistano aeroplani per affittarli a terzi) modelli differenti per sopperire ai buchi nelle flotte dovuti alla messa a terra dei 737 MAX spendendo di più per i noleggi e il carburante. E al momento, vista la carenza di velivoli disponibili sul mercato e considerato anche il cosiddetto “backlog” di Airbus, ovvero la lunga lista di ordini accumulati dal concorrente numero uno di Boeing che non riuscirà di certo a incrementare la produzione nel giro di qualche mese, presto il mercato si ritroverà con una riduzione netta di capacità, ovvero di quantità di posti disponibili.

I vettori di tutto il mondo avranno, quindi, i posti contati considerando che 50 737 MAX in flotta generano con 4 voli al giorno, circa 17 milioni di passeggeri all’anno. Passeggeri che oggi dovranno trovare posto su altri aerei ad un prezzo sicuramente maggiorato. E il conto, alla fine, come ha già annunciato la Norwegian Air che di MAX ne ha 18, tutti a terra da giorni, verrà presentato alla stessa Boeing. Che oltre alla perdita di ordini dovrà affrontare cause miliardarie. Per questo l’agenzia Fitch ha annunciato di aver messo nel mirino tutto il settore, oltre al gruppo aerospaziale, per rivedere al ribasso, i ratings.

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