MILANO – Ore 9.15. Pioggia di dividendi oggi a Piazza Affari. Il listino milanese parte con un ribasso teorico del 2,08% con oltre la metà dei titoli del Ftse Mib, 21 su 40, che staccherà le cedole per i propri azionisti. In totale verranno distribuiti così ai soci quasi 11,5 miliardi di euro. Una somma che esclude il dividendo straordinario di Fca da 1,3 miliardi di euro originato dalla cessione di Magneti Marelli a Calsonic Kansei corporation. Dopo i primi scambi l’indice milanese cede l’1,66%.

Il rosso “condizionato” del listino milanese si inserisce comunque in una giornata debole per tutte le Borse del Vecchio Continente, penalizzate ancora delle incertezze che permangono sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Cina. Londra sale dello 0,07%, Francoforte dello 9,15% e Parigi dello 0,14%.

Un quadro di tensione aggravato anche dalla decisione a sorpresa di Google di rompere i rapporti con Huawei, impedendo l’aggiornamento delle proprie applicazioni sui telefoni ma di fatto chiudendo ogni collaborazione con la società, che “monta” sui propri dispositivi proprio il sistema operativo di Google, Android. Non solo, oltre all’azienda di Mountain View, anche Intel, Qualcomm e Broadcom, fornitori essenziali di componenti, avrebbero deciso di interrompere le forniture. Una mossa clamorosa – non ancora confermata ufficialmente – che potrebbe assestare un colpo durissimo al colosso cinese, facendogli perdere terreno nella disputa mondiale con Apple e Samsung per il controllo del mercato degli smartphone.

Notizie che comunque non hanno eccessivamente impensierito i listini asiatici. Shenzen e Shanghai hanno chiuso in calo rispettivamente dello 0,41% e dello 0,75%, mentre Tokyo ha guadagnato lo 0,24%.

Sul mercato dei cambi, apertura stabile per l’euro che si posiziona sotto quota 1,12 dollari e viene scambiata a 1,1152 sul biglietto verde. La divisa europea è invece in leggero rialzo sullo yen a 122,84. Lo spread sale invece lievemente a 277 punti, con il rendimento del titolo decennale al 2,67%.

In netto rialzo le quotazioni del petrolio in vista di un mantenimento dei tagli delle quote di protezione dopo la riunione dell’Opec+. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno guadagnano oltre dollaro a 63,81 dollari al barile come anche il Brent che sale a 73,23 dollari.

 

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