UN’INTELLIGENZA artificiale capace di predire il tipo di emozioni che un’immagine può suscitare. Possibile? Sì, stando ai risultati pubblicati su Science Advances, che presentano EmoNet, un modello computazionale in grado di indovinare abbastanza bene il tipo di emozione può suscitare un’immagine in un potenziale osservatore. Un risultato non banale, perché rimescola un po’ le carte in tavola su quanto sapevamo sulle emozioni.

Cosa guida le emozioni

Come raccontano Philip A. Kragel della University of Colorado Boulder e colleghi in apertura del paper, tradizionalmente si ritiene che le emozioni siano risposte guidate da alcune regioni del cervello, come quelle del sistema limbico o circuiti più specifici, legati per esempio all’elaborazione della paura o della tristezza. Secondo queste teorie il sistema sensoriale non gioca un ruolo (quantomeno non da protagonista) nell’elaborazione delle risposte emotive, ma alcuni studi – per esempio quelli che mostrano come l’attività nella corteccia visiva è aumentata dalle emozioni – sembrano un po’ aver messo in crisi queste teorie.

L’idea è che il sistema sensoriale venga reclutato in presenza di stimoli emotivi, oppure che il sistema sensoriale, come quello visivo, partecipi direttamente alla rappresentazione delle emozioni. D’altronde, tutti abbiamo in qualche misura sperimentato come scene di massacri evochino senso di orrore, disgusto o compassione e rabbia, citano ad esempio i ricercatori. Pur non determinando per intero le emozioni, gli input visivi indicano come risponderemo emotivamente, anche in virtù dell’esperienza personale certamente.

Il team di Kragel ha cercato quindi di approfondire la questione, cercando di comprendere se e quanto le emozioni fossero codificate nel sistema sensoriale. Di fatto ha provato a rispondere alla domanda: è possibile collegare direttamente un’immagine con le emozioni che può suscitare in un’essere umano, senza aggiungere altri indizi, quali contesto ed esperienze pregresse? Quanto le emozioni sono codificate nel sistema visivo?

Una rete artificiale che indovina

Per farlo l’équipe di scienziati ha messo a punto una rete neurale artificiale, allenata a riconoscere le emozioni estrapolate da oltre 130 mila immagini estratte da video a loro volta classificati emotivamente da più di 800 partecipanti. Successivamente i ricercatori hanno testato la loro rete neurale, EmoNet, su oltre 24 mila immagini provenienti da video non inclusi nella fase di allenamento e hanno osservato l’accuratezza con cui il modello riusciva a indovinare le emozioni suscitate nelle persone. Assegnando a ogni immagine diversi stati emotivi sulla base di probabilità, per due terzi del campione le prime 5 possibilità identificate dalla rete neurale comprendevano effettivamente l’emozione descritta dai partecipanti. In circa un quinto dei casi la prima emozione associata all’immagine dalla rete neurale corrispondeva a quella percepita umanamente.

Alcune emozioni più legate al sistema visivo

La performance del modello, continuano i ricercatori, era piuttosto variabile a seconda delle categorie emotive. Per esempio sensazioni come “desiderio sessuale” o “craving” (voglia forte di qualcosa) e “orrore” venivano indovinate più accuratamente di altre. Per altre, come “sorpresa”, l’intelligenza artificiale si è mostrata piuttosto scarsa, e per altre ancora, come le sensazioni di “gioia” o “divertimento” piuttosto confusa. Perché mai? L’ipotesi è che alcuni comportamenti ed emozioni, quali appunto il desiderio sessuale o il craving, abbiano un legame più intenso con la percezione visiva a causa del ruolo importante che hanno rivestito da un punto di vista evolutivo: accoppiarsi e procacciarsi il cibo sono comportamenti fondamentali per assicurare la riproduzione della specie.

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Con alcuni esperimenti di risonanza magnetica funzionale sul cervello umano i ricercatori hanno trovato indizi anche a sostegno dell’ipotesi che le rappresentazioni visive a livello corticale sono collegate  alle emozioni. Strumenti analoghi a EmoNet potrebbero servire un giorno magari come strumento in più per valutare le emozioni. Oltre il senso umano.


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