Enea e Bei uniscono le forze per sviluppare un piano di ricerca nel campo dell’energia pulita. Un progetto sostenuto da ben 250 milioni di euro, che arrivano dalla Banca europea per gli investimenti nel quadro del piano Juncker.

Il progetto – hanno spiegato in una nota – ha la garanzia del piano di investimenti per l’Europa ed è finanziato anche da Eurofusion, il programma comunitario per la produzione di energia pulita e sicura da fusione nucleare entro il 2050. Sono previsti 1.500 nuovi posti di lavoro, di cui 500 scienziati e tecnici, con un indotto di due miliardi per l’economia italiana.

La sfida della fusione nucleare per produrre energia sicura e pulita nel giro di una trentina d’anni, indica la Banca europea degli investimenti, può contare su una ‘macchina’ sperimentale di grande rilievo che verrà realizzata in Italia. E’ infatti pronto a partire il progetto Divertor tokamak test (Dtt, divertitore) dell’Enea, grazie ai finanziamenti della Bei e al sostegno della Regione Kazio.

In gioco c’è un investimento da complessivi 500 milioni di euro che sarà realizzato a Frascati, nei pressi di Roma. L’intero progetto è stato presentato nella Capitale dal presidente dell’Enea, Federico Testa, dal vicepresidente Bei, Dario Scannapieco, dal vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, alla presenza del presidente di Eurofusion, Ambrogio Fasoli e della responsabile unità ricerca Ruratom della commissione Ue, Elena Righi Steele.

Il Dtt test nasce per rispondere ad alcune tra le principali criticità scientifiche e tecnologiche nella realizzazione della fusione nucleare e, in particolare, al problema di come controllare l’enorme quantità di calore che viene generata. Per quanto riguarda i finanziamenti principali, oltre ai 250 milioni stanziati dalla Bei, Eurofusion contribuirà con 60 milioni a valere sui fondi horizon 2020, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca scientifica con 40 milioni, il Mise con 40 milioni, la Regione Lazio con 25 milioni.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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