MILANO – Eni ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto in crescita del 15% a 1,09 miliardi di euro, corrispondenti a 0,3 euro di utile per azione. Lo annuncia il Gruppo che indica un utile rettificato in rialzo dell’1% a 992 milioni e un calo del 2% della produzione di idrocarburi a 1,83 miliardi di barili, con una flessione dell’1,3% al netto dell’effetto prezzo e del portafoglio.

Lo ha reso noto il gruppo controllato dal Tesoro che, diffondendo i dati del trimestre, precisa che il confronto risente della cessazione del contratto produttivo Intisar in Libia avvenuta a partire dal terzo trimestre del 2018 e del declino produttivo, i cui effetti sono stati quasi integralmente compensati dal forte incremento organico dei volumi guidato dalla produzione del mega giacimento di gas di zohr al largi dell’Egitto e dei progetti avviati nel 2018 per complessivi 200 mila boe/giorno. Eni ricorda che nel trimestre sono state scoperte risorse esplorative per 174 milioni di barili.

Soddisfatto l’amministratore delgato Claudio Descalzi: “Il gruppo conferma la qualità e robustezza del proprio portafoglio, capace di coprire nel 2019 costi, investimenti e dividendi ad un prezzo del Brent di 55 dollari e di generare, in caso di prezzi superiori come nel momento attuale, cassa in eccessò”.

 

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